Frontalieri, scontro fra le due Leghe. Salvini: «Vaccinateli». Quadri: «Solo se pagate voi»

Matteo Salvini Como

Vaccini e frontalieri, un binomio da scintille, in grado di fare litigare a distanza anche le due Leghe, quella di Matteo Salvini e quella dei Ticinesi. È stato proprio il segretario e senatore Salvini a entrare nell’argomento, rispondendo alla domanda di un giornalista della testata Ticinonline da Milano durante una conferenza a distanza con la stampa estera in Italia.

«Se fosse possibile fare anche per i 70mila frontalieri italiani che ogni giorno si recano in Svizzera quello che si sta cercando di realizzare nei confronti di quelli di San Marino, mettendo loro a disposizione un vaccino, sarebbe una cosa di massima soddisfazione», ha detto Salvini.
Il leader leghista è entrato nel merito anche dell’accordo fiscale dei frontalieri raggiunto a dicembre 2020.

«L’accordo sul trattamento fiscale dei lavoratori frontalieri – riporta sempre il sito tio.ch – di fatto contiene tutti i passaggi impostati dall’allora Vice-ministro dell’Economia Massimo Garavaglia, oltre che le richieste della Presidenza di Regione Lombardia. Infatti, si stabilisce un sistema fiscale differenziato tra gli attuali frontalieri, per i quali continuerà il regime in vigore. Mentre per i nuovi verrà applicata la doppia fiscalità, svizzera e italiana, con una franchigia di 10.000 euro sul reddito. Bisognerà poi ben declinare nelle fasi attuative e in quel contesto crediamo ci siano spazi di ulteriori miglioramenti. In particolare, per quanto riguarda i ristorni ai Comuni di frontiera, questi dovranno essere garantiti anche dopo il 2033, evitando di centralizzare la gestione sul Governo centrale».

Sul tema della pandemia, Salvini ha inoltre ribadito di essere al lavoro per la riapertura di diverse attività.
Ma quel passaggio sui frontalieri da vaccinare non è passato inosservato oltreconfine, in particolare al consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi, Lorenzo Quadri, che ha subito risposto via social dalla sua pagina.

«Ma anche no. Altro che vaccinare i frontalieri a spese nostre – Vanno invece introdotte misure ai confini. A partire dall’obbligo di presentare un tampone negativo prima di varcare la frontiera – scrive Quadri commentando l’articolo di Ticinonline – Occorre semmai “vaccinare” il nostro mercato del lavoro contro il continuo aumento del numero dei frontalieri, a maggior ragione in periodo di crisi nera!».
«Ovvero: moratoria subito sui nuovi permessi G! La libera circolazione delle persone non è più sostenibile», conclude Quadri.

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