Futuro delle tv locali, la sfida di Confindustria

Regia Espansione Tv

I nuovi orizzonti della televisione rappresentano una sfida per il futuro e il Lario gioca un ruolo di primo piano. Si è tenuta martedì l’assemblea dell’Associazione Tv Locali di Confindustria Radio Televisioni che ha provveduto al rinnovo degli organi amministrativi per gli anni 2020/2022.
È stato riconfermato presidente il comasco Maurizio Giunco, fondatore di Espansione Tv, vicepresidenti Ignazio Fantola (Videolina) con delega alle finanze e Piero Manera (Rete 7 Piemonte) con delega al lavoro.
«Nei prossimi anni – ha dichiarato il presidente Giunco – il refarming della Banda 700 MHz e l’avvento del T2 comporteranno un riassetto complessivo del sistema e le televisioni locali saranno chiamate ancora una volta a una sfida impegnativa. Tale processo dovrà essere l’occasione per riaffermare la vitalità e l’importanza di un comparto che da sempre è elemento imprescindibile di pluralismo e di rappresentanza delle variegate realtà locali italiane».
Ieri poi si è svolta l’assemblea generale di Confindustria Radio Televisioni (CRTV) che ha confermato Franco Siddi presidente dell’organismo di categoria e ha rinnovato gli organi direttivi. Maurizio Giunco è stato confermato nel Consiglio Generale dove siedono anche il presidente della Rai Marcello Foa, Fedele Confalonieri e il presidente di Rcs Urbano Cairo. Maurizio Giunco siede inoltre nel Consiglio di Presidenza.
Il settore radiotelevisivo ha di fronte un notevole impegno all’insegna del rinnovamento, non solo tecnologico dato che la sfida è svilupparsi, crescere e competere nell’ambiente digitale connesso proponendo contenuti originali e qualificati.
«Ci attendono molte sfide – ha dichiarato il presidente Siddi – siamo alla vigilia della transizione alla tv 4.0, richiesta dalle necessità di banda del 5G e coordinata a livello europeo. Un’evoluzione della piattaforma televisiva che richiederà un coordinamento fra gli associati e con tutti gli interlocutori politici, istituzionali, industriali, tecnici per limitare gli impatti sul pubblico e gli operatori radiotelevisivi».

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