Gallera: «Dal 2020 almeno 250 interventi con il robot»

Il robot Da Vinci

Il macchinario di San Fermo potrà essere utilizzato anche da équipe esterne

Il robot chirurgico a Como non ha funzionato come avrebbe dovuto. E il «grosso rallentamento» nell’utilizzo del macchinario è «dovuto al fatto che con l’Università si stavano costruendo alcune linee guida di utilizzo».
Sono le parole pronunciate ieri durante il question time in consiglio regionale dall’assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera. Rispondendo a un’interrogazione urgente presentata dal consigliere del Pd Angelo Orsenigo, Gallera ha ammesso alcune difficoltà nella gestione dei robot chirurgici installati negli ospedali pubblici.

Secondo un protocollo di «efficientamento» che la Regione starebbe studiando, con questo genere di strumenti dovrebbero essere effettuati ogni anno non meno di 250 interventi. I numeri del 2018 sono tuttavia molto diversi da struttura a struttura: 317 al Niguarda, 223 agli Spedali Civili di Brescia, 120 all’Ospedale maggiore policlinico di Milano, 126 al San Matteo di Pavia, 290 all’Asst di Lecco e soltanto 65 al Sant’Anna di Como.
Nei giorni scorsi, in seguito a una inchiesta del Corriere di Como, l’Asst Lariana ha divulgato anche i numeri del 2019. Nei primi 9 mesi di quest’anno, il robot “Da Vinci” installato a San Fermo è stato utilizzato soltanto 5 volte.

«Ho sentito personalmente il direttore generale dell’Asst Lariana – ha detto Gallera ieri in consiglio regionale – l’impegno è di arrivare a 250 interventi all’anno a partire dal 2020, anche creando reti che consentano ad équipe di altri ospedali di operare con il robot di San Fermo».
Nella sua replica, Orsenigo ha evidenziato come «il fatto che su Como gli interventi siano relativamente pochi, che non ci sia cioè un livello di impiego della strumentazione uguale per tutti, significhi che questa sperimentazione va controllata affinché possa essere utilizzata in futuro nel migliore dei modi».
Dal question time di ieri è emerso infine che un gruppo di lavoro, immaginato all’inizio del 2017 ma avviato soltanto nel dicembre del 2018, sta monitorando l’attività di tutti i robot chirurgici lombardi.

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