Garibaldi rivive a Turate

Sabato prossimo
Evento da non perdere per gli appassionati di Risorgimento e storia patria il prossimo sabato 13 ottobre, a partire dalle 16.
Nel Museo della “Casa Militare Umberto I per i veterani delle guerre nazionali” di Turate, in piazza Volta 27, sono conservate due lettere di Giuseppe Garibaldi del 1859: una datata “Gattinara 20 maggio” indirizzata a «Caro comandante Ceroni» e una datata “Fino 18 dicembre” con incipit «mio caro Coll.llo Tùrr».
Dall’analisi grafologica dei reperti, Daniela
Furlani, esperta e docente di Psicologia della Scrittura, è risalita a un profilo psicologico dell’Eroe dei Due Mondi (che «si distingue per buone doti di osservatore, senso critico e capacità di rendersi conto dell’essenzialità delle cose, senza lasciarsi fuorviare da inutili particolari di scarsa importanza»).
E la studiosa ha pubblicato i risultati della ricerca in un volume che sarà presentato alla presenza della pronipote di Garibaldi, Annita Garibaldi Jallet, proprio sabato 13 ottobre, nello stesso museo di Turate che sarà aperto al pubblico dalle 16.
Dopo una introduzione storica di Samuel Rimoldi (“La storia di Garibaldi attraverso i suoi cimeli”), Daniela Furlani presenterà la sua ricerca “Il lato umano di Garibaldi”, appena edita da Ipertesto di Verona. Al termine della conferenza seguirà una cena (partecipazione 60 euro, a favore della Fondazione per la ristrutturazione del Museo. Info ai numeri 392.24.39.667 e 02.96.88.083).
Daniela Furlani analizza in particolare, attraverso le due lettere, il Garibaldi 52enne che, ancora nel pieno vigore, si accinge alla più famosa delle sue imprese, la spedizione dei Mille, e su quattro scritti del 1876-78, i primi due stilati a Roma, i successivi a Caprera, all’età di 69 e 71 anni, da un Garibaldi ormai anziano: «All’età di settant’anni la scrittura si fa più incerta – spiega – tuttavia Garibaldi mostra di possedere ancora un’intelligenza vigorosa, non logorata dagli anni e dalle vicissitudini della vita: la sua mente rimarrà lucida sino alla fine», scrive l’autrice.

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