Gegic non tornerà in Italia Prime ammissioni di Gervasoni

Calcioscommesse Parla l’avvocato difensore dell’ex centrocampista del Chiasso
L’ex calciatore del Como trascorrerà il Natale in carcere
Lo “zingaro” Almir Gegic non ha alcuna intenzione di collaborare con gli inquirenti italiani che coordinano l’inchiesta sul calcioscommesse.
Almeno per il momento, l’ex calciatore del Chiasso, colpito da un mandato di arresto internazionale ma tuttora libero, non tornerà in Italia. Il 32enne slovacco sarebbe in Svizzera. Rimarrà in cella invece, in attesa di un nuovo interrogatorio, l’ex del Como Carlo Gervasoni, che avrebbe ammesso di aver cercato di vendere alcune partite quando vestiva

la maglia di Albinoleffe, Mantova e Cremonese.
Nella giornata di ieri, era trapelata un’indiscrezione sul presunto, imminente arrivo in Italia di Gegic, il quale sembrava disponibile a collaborare con gli inquirenti.
L’ipotesi è stata però smentita categoricamente da Roberto Vitali, legale del calciatore assieme con Giovanni Spinelli. «In questo momento non ha interesse a tornare in Italia – ha precisato Vitali – Dobbiamo ancora finire di leggere e studiare l’ordinanza di custodia cautelare, poi decideremo cosa fare. Credo di poter dire che Gegic trascorrerà il Natale fuori dall’Italia, non ha alcuna intenzione di presentarsi ora».
L’avvocato comasco è in contatto con il suo assistito. «In queste ore non ci siamo sentiti – ha detto però ieri pomeriggio Roberto Vitali – Non escludo un contatto per scambiarci gli auguri di Natale».
«Lo stato d’animo del mio cliente? – ha proseguito il legale – Non è certo tranquillo né sereno. La situazione non è tale da lasciare tranquilli. Non posso essere io a decidere come debba comportarsi. Posso dargli qualche consiglio, ma per ora non l’ho fatto. È prematuro. Vedremo quando avrò finito di analizzare l’ordinanza».
Così come richiesto dalla Procura di Cremona, il legale lariano ha confermato però di aver spedito agli inquirenti che coordinano l’inchiesta la documentazione sui conti bancari di Almir Gegic.
«Abbiamo spedito quanto richiesto – ha aggiunto Roberto Vitali – ma questo non significa ovviamente una volontà di presentarsi o di collaborare». Trascorrerà il Natale in carcere, invece, Carlo Gervasoni.
Interrogato per oltre 2 ore giovedì scorso dal gip cremonese Guido Salvini, l’ex calciatore azzurro sarà sentito nuovamente prima della fine dell’anno dal procuratore della Repubblica Roberto Di Martino. Giovedì scorso, nel primo interrogatorio, l’atleta, accusato di aver fatto parte a tutti gli effetti dell’organizzazione del calcioscommesse, ha spiegato la sua posizione e risposto a tutte le domande.
Secondo le prime informazioni trapelate, Gervasoni avrebbe ammesso di aver tentato di vendere alcune partite quando giocava nell’Albinoleffe, nel Mantova e nella Cremonese. Proprio questi illeciti sarebbero stati all’origine della telefonata anonima e delle minacce di morte indirizzate al legale del calciatore.
Gervasoni è stato chiamato in primo luogo a spiegare i suoi rapporti con i cosiddetti “zingari”, componenti attivi dell’organizzazione del calcioscommesse. L’ex terzino del Como frequentava abitualmente proprio l’ex del Chiasso Gegic, ma anche il macedone con casa sul Lario Hristyian Ilievski. Nei mesi scorsi, l’ex azzurro ora in carcere avrebbe accompagnato i due “zingari” a un incontro con Vittorio Micolucci, ex giocatore dell’Ascoli.
La missione di Gegic e soci, arrivati da Micolucci con una grossa somma in contanti, era di corrompere il calciatore.

Anna Campaniello

Nella foto:
Almir Gegic

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