Giocare a pallacanestro e lottare contro la mafia

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Le iniziative di Cisl, Progetto San Francesco e Basket Como

Giocare a pallacanestro, vincendo magari il campionato, e nel frattempo lottare contro la mafia. Un’iniziativa coraggiosa e inedita quella promossa dalla società sportiva Basket Como 1956 in collaborazione con Progetto San Francesco e Cisl dei Laghi per la nuova stagione che vedrà le giovani cestiste disputare la serie B. Ieri, nella sede provinciale del sindacato di via Brambilla, è stata indetta una conferenza per presentare alla cittadinanza il nuovo progetto che coinvolgerà gli allievi di

tutti i settori della società. Da settembre, le giocatrici gareggeranno non solo per vincere ma anche per «costruire una lobby buona della solidarietà», come l’ha definita il direttore del Centro studi sociali contro le mafie di Cermenate, Alessandro de Lisi. Per questo motivo tutte le giocatrici vestiranno, prima di ogni partita, una maglia sulla quale campeggerà il loro rifiuto alla mafia. «Il sindacato – ha detto il segretario Gerardo Larghi – ha aderito con entusiasmo a questa iniziativa proprio per la sua valenza sociale e di attenzione agli ultimi».
Nel corso della presentazione è intervenuta anche la preside dell’istituto comprensivo di Como-centro, Valentina Grohovaz, anche lei con un passato da cestista, e ora molto impegnata nell’educazione alla legalità. La dirigente ha ribadito il legame preesistente tra sport e legalità e ha lodato «l’impegno comune di tutti per camminare nella stessa direzione con lo scopo di trasmettere dei messaggi positivi, duraturi ed efficaci di responsabilità sociale e di solidarietà».
Il responsabile delle giovanissime, Guido Corti, ha dichiarato di voler diffondere «la mentalità del Progetto San Francesco, e quindi l’impegno nella lotta contro le mafie, non solo sui campi da basket ma anche nelle scuole». Il direttore del centro studi sociali si è poi appellato agli imprenditori comaschi per convincerli che «è più importante e redditizio dal punto di vista morale investire nello sport piuttosto che in affari illeciti». «Per questo, la squadra giocherà le sue partite – ha detto de Lisi – anche per chiedere più trasparenza nei bilanci delle società sportive, perché queste cessino di essere ‘lavatrici’ di soldi sporchi». Le aziende che decideranno di sponsorizzare la squadra non lo faranno, hanno spiegato i promotori, solo per avere il logo sulla casacca ma perché in questo modo «a girare non saranno i soldi, ma le idee e le energie sociali». Una stagione molto impegnativa attende dunque le ragazze del Basket, che faranno di tutto per essere promosse e per coinvolgere il maggior numero di persone nella loro iniziativa contro l’illegalità.
Nel frattempo ieri sera all’Hotel Palace il Progetto San Francesco e la Cisl, assieme a Como Cuore, hanno organizzato il debutto lariano del volume di Lionello Mancini, storica firma de “Il Sole 24 Ore”, L’onere della toga. Ospiti d’eccezione, lo scrittore Piero Colaprico e i magistrati Alberto Nobili e Manuela Massenz. La sala gremita è stata lo sfondo anche per assegnare i riconoscimenti per una vita di impegni professionali e umani contro le mafie ai relatori e al Prefetto di Como Michele Tortora, attraverso le mani della campionessa italiana di basket Mara Invernizzi.

Giorgia Amarotti

Nella foto:
Oltre all’iniziativa con il Basket Como, ieri sera all’Hotel Palace Cisl e Progetto San Francesco hanno organizzato la presentazione del libro L’onere della toga di Lionello Mancini (foto Mv)

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