Giorgio Casati, armonie tra arte e architettura

Giorgio_Casati a destra nello studio di Ugo La Pietra nel 2011

È grande il contributo che il comasco Giorgio Casati ha dato all’architettura in oltre cinquant’anni di attività.
Con Gillo Dorfles – artista, scrittore, decano della critica d’arte italiana – Giorgio Casati ha vissuto un’amicizia e un lungo sodalizio culturale. Così Dorfles scrisse dell’architetto: «Rispettare il passato storico dovrebbe essere uno dei primi comandamenti per un architetto dei nostri giorni. Spesso rispettare certe architetture fatiscenti o che non presentano nessun interesse né storico, né estetico costituisce un dilemma difficile da risolvere. Chi lo ha risolto e continua a risolverlo, non solo in maniera “cautelativa” ma al tempo stesso innovativa, è Giorgio Casati che, in buona parte della sua attività, si è dedicato al ripristino, alla ristrutturazione e al rinnovamento stilistico di numerosi edifici, tanto aulici che umili, tanto storici che rurali».
La riqualificazione di Villa Volta a Olgiate Comasco, Villa Rosnati ad Appiano Gentile, Villa Violet a Lanzo d’Intelvi e i caseggiati rurali di Monguzzo sono solo alcuni tra i più pregevoli esempi del lavoro di Giorgio Casati.
Con l’uscita del saggio “Giorgio Casati. Sinestesie pittoriche” pubblicato da Editoriale Giorgio Mondadori, l’architetto comasco consacra un nuovo percorso della sua carriera, la pittura. Una modalità espressiva che arriva da lontano: coltivando uno sguardo eclettico, Casati si è infatti da sempre sforzato di coniugare e armonizzare la progettazione urbanistica con il design, la pittura e la fotografia, convinto che la battaglia estetica vada combattuta su più fronti. Un intendimento che si può ben cogliere in “Sinestesie pittoriche” e che viene illustrato dai contributi di illustri colleghi del mondo dell’arte e dell’architettura come Claudio Cerritelli, Fania Cavaliere, Ugo La Pietra, Luca Bochicchio, Corrado Gavinelli e dallo stesso Giorgio Casati.
Il volume propone una selezione di opere pittoriche (realizzate prevalentemente con tecnica acrilica), ceramiche, ritratti di amici e altri artisti e disegni eseguiti per progetti di installazioni. Un insieme coerente che evidenzia la passione per l’attività espressiva di Casati, anche attraverso la manualità, senza un legame con influenze, indirizzi e tendenze stilistiche.
«Tutto questo repertorio di possibilità operativa – scrive Claudio Cerritelli nel saggio – significa per Casati ricerca dell’essenzialità della forma, secondo le valenze dell’Arte Concreta basata sull’intuizione del ritmo cromatico, sull’oggettivazione degli accordi tra segno e colore, sulle connessioni tra materia e forma, sull’alternanza simultanea di strutturazione e frantumazione dell’immagine».
Corrado Gavinelli avvicina le opere di Casati alle tendenze della Transavanguardia italiana e della sua corrispondente corrente tedesca dei Nuovi Selvaggi e poi a quelle «forme organico/post-astrattistiche alquanto cromatizzate del recente Gillo Dorfles artista».
Osservando le sue eleganti cosmogonie in ceramica smaltata, Fania Cavaliere definisce l’operare di Casati un complessivo sguardo sulla realtà, dove l’architetto-artista osserva e racconta la Natura, così come questa gli appare. Corrado Gavinelli aggiunge come Casati definisca, con le sue varie tipologie pittoriche, nuove forme espressive nella serie “endiadi”; forme delicate ed audaci che meritano una particolare ammirazione.
Ugo La Pietra evidenzia come Casati sia riuscito a trovare «uno spazio in grado di equilibrare la lunga fatica dei suoi progetti attraverso la pittura, le sue opere dimostrano energia evocativa, vitalità, ottimismo, immaginazione; un desiderio di libertà e disinvoltura creativa contrastante con le sue rigorose pratiche progettuali».
Il libro termina con una raccolta di immagini che ritraggono Giorgio Casati con alcuni dei protagonisti dell’arte, del design e dell’architettura: Bruno Munari, Luigi Sansone, Alberto Marangoni, Mirella Loik, Nicola Salvatore, Nicoletta Ossanna Cavadini, Fulvio Caldarelli e, naturalmente, Gillo Dorfles.

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