Giro a Como. Il dietro le quinte del maxi-show. Dalla focaccia rosa di Villa Olmo al risotto servito in battello

Foto Gian Mattia D'Alberto - LaPresse La maglia rosa Richard Carapaz sul podio di Como

C’è il Giro d’Italia di Nibali, Roglic, Carapaz e Cataldo, quello che si vede in tv, quello delle salite, delle fughe e delle volate.
Poi c’è un altro giro, quello di Monica, che si occupa di ricevere gli accrediti di qualcosa come 2.500 giornalisti da tutto il mondo, di Paolo che sistema le transenne, di un altro Paolo, che da settimane si è speso per allestire l’hospitality, con risotto, sul battello davanti all’arrivo. Il giro degli studenti dell’Enaip di Como, che sotto l’ala dell’Associazione Cuochi si sono occupati invece del catering a Villa Olmo, con tanto di focaccia rosa, mischiando la farina con le barbabietole, farcita di mortadella. C’è il giro di Carmine, che si è inventato un aperitivo rosa.
Il bello di una tappa del Giro in città è anche il “dietro le quinte” di un’organizzazione mastodontica, un’industria delle manifestazioni sportive, dove tutti sono professionisti e hanno un compito preciso. Grazie a queste sinergie Rcs Sport mantiene la corsa rosa tra gli eventi sportivi con più seguito al mondo. L’impatto che in città ci sia qualcosa di veramente importante è immediato. A Villa Olmo alle 12, nella sala stampa, tra le oltre cento postazioni di lavoro non c’è già più una sedia libera.
Per fortuna c’è chi si è già sistemato nelle “gabbie” all’arrivo.
I giornalisti internazionali sono in numero importante. Molti conoscono già Como per il “Lombardia”.
Si parla di meteo, della pioggia che hanno preso a Terracina e a San Marino.
Si entra in contatto poi con una carovana ancora più ampia, di chi corre tutte le tappe in auto, in camion o in pullman, o sulla bicicletta elettrica. Corse nelle corse.
L’atmosfera all’arrivo, tra lungolago e piazza Cavour, è difficile da spiegare. Le immagini della tappa scorrono sui maxi-schermi, mentre l’animazione è affidata ai deejay. Musica e parole. Quando poi arriva la carovana dei truck commerciali, partono sigla, balletto e lancio dei gadget al pubblico. La sensazione è di essere in un villaggio turistico itinerante, per la gioia di tanti bambini. I “puristi” del pedale invece si concentrano sulla gara. Preferiscono conoscere il distacco dei due in fuga, che rapporto stanno spingendo, capire le caratteristiche della bici che ha inforcato Roglic. La musica si ferma al passaggio dei corridori dal Ghisallo, in segno di rispetto verso la protettrice dei ciclisti. Poi per la salita a Civiglio. Sono trascorsi oltre 220 km, i corridori sono partiti alle 11.15. Ma come per ogni grande show, è solo il finale che conta.
Oggi i corridori si riposano. Gli uomini della carovana no. Stanno già preparando i gadget per Ponte di Legno.

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