Giro di Lombardia a Ferragosto, edizione storica

Magreglio (CO), Ghisallo, Museo del ciclismo. Conferenza stampa presentazione giro di Lombardia 2020. In foto: Stefano Allocchio (direttore RCS), Carola Gentilini (ex assessore cultura turismo Como, direttore museo del Ghisallo), Antonio Rossi (sottosegretario sport regione Lombardia), Marco Galli (assessore sport Como), Paolo Frigerio (presidente centro Cantù), Antonio Molteni (presidente Fondazione museo del Ghisallo)

Arrivo alle 18.30 sul lungolago di Como

La conferenza di presentazione si apre con un documento storico, un breve filmato del Lombardia del 1953. Le strade sterrate del Ghisallo zeppe di pubblico, la pioggia battente. Assenti Coppi e Bartali, per Fiorenzo Magni, il terzo uomo, ma anche il Leone delle Fiandre, si preannuncia una vittoria. Se non fosse che poco prima dell’arrivo a Milano, viene data un’indicazione sbagliata sul percorso. Il gruppo di Magni va a sinistra, mentre Bruno Landi e Pino Cerami, richiamati dalle grida del pubblico, a destra. Arriveranno primo e secondo, tra le vibranti proteste degli altri corridori, capeggiati proprio da Magni. Erano i tempi epici del ciclismo, era la “classica delle foglie morte”.
Ora, il mondo del pedale internazionale ha scelto di ripartire proprio ad agosto, dopo il lungo stop per il Covid. Il 114° Lombardia sarà così un’edizione storica, indimenticabile, uno dei fiori all’occhiello di una stagione compressa in tre mesi.
La presentazione della corsa è stata allestita al Museo del Ghisallo, riaperto ormai da alcune settimane e con una discreta presenza di visitatori, anche dall’estero. A fare gli onori di casa, la direttrice del museo, Carola Gentilini, da 24 ore ex assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Como. Con lei, il presidente del Museo, Antonio Molteni, Stefano Allocchio, ex corridore professionista, oggi dirigente di Rcs Sport e braccio destro del direttore generale Mauro Vegni, Antonio Rossi, sottosegretario ai Grandi eventi sportivi della Regione Lombardia, Marco Galli, assessore allo Sport del Comune di Como e Paolo Frigerio di Cento Cantù. In platea, anche la presidente del consiglio comunale di Como, Anna Veronelli e, tra le personalità del ciclismo, Gianni Torriani, figlio del compianto patròn del Giro d’Italia, Vincenzo. A lui il compito di ricordare in breve quando suo padre “si inventò” il Muro di Sormano e come, di recente, si riuscì a riproporlo.
«Il Lombardia vuole segnare un ritorno alla normalità – ha commentato il sottosegretario lecchese, Antonio Rossi, indimenticato olimpionico della canoa – Dopo il calcio, il ciclismo è il secondo sport che riparte. Riparte con il pubblico, con un tour de force in Lombardia, più che con il Tour de France. Sono contento che Rcs abbia scelto di mantenere il percorso classico, con il Ghisallo e l’arrivo a Como che non ha eguali. E lo dico da lecchese. Anche la partenza da Bergamo ha un significato importante, per testimoniare la vicinanza a una terra che più di altre è stata colpita dal virus».
«La corsa è un’opportunità di promozione per Como. Tutti abbiamo la necessità anche di fare un po’ di festa, seguendo le regole, indossando le mascherine ed evitando gli assembramenti» ha detto l’assessore allo Sport di Palazzo Cernezzi, Marco Galli.
«Delle cinque “classiche monumento” – ha spiegato Stefano Allocchio – due si corrono in agosto nel giro di pochi giorni, la Milano-Sanremo l’8 e il Lombardia il 15. In tre mesi abbiamo dovuto condensare un programma di nove. Era importante salvare queste due corse in una stagione che si chiuderà con il Giro d’Italia in ottobre. Avremo i migliori specialisti del mondo».
Al Lombardia prendono parte 25 squadre internazionali, per 178 professionisti, tanti i big già annunciati, ad iniziare naturalmente dallo “Squalo dello Stretto” Vincenzo Nibali, poi Fabio Aru, Giulio Ciccone, il fenomeno belga Mathieu van der Poel e Jakob Fuglsang. Per quanto riguarda i “locali”, dovrebbero strappare un pettorale il canturino Davide Ballerini e il bellanese Simone Petilli.
Cento Cantù e il Cc Canturino si occuperanno, come di consueto, del “dietro le quinte” come ha sottolineato il presidente Paolo Frigerio. «Il Lombardia è un modo per il territorio di dire al mondo “ci siamo!” – ha detto Frigerio – Per fare vedere il Lago di Como, creare una vetrina valida probabilmente per il turismo internazionale del futuro».

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