Giro E, il 26 maggio partenza da Erba. La gara è legata all’arrivo della “Corsa Rosa” sul Lario

Giro d'Italia 2018

Il Giro E – uno degli eventi più importanti legati al Giro d’Italia – il prossimo 26 maggio avrà la sua tappa legata alla Ivrea-Como dei Professionisti. Ma la frazione di questa particolare gara sarà la Erba-Como, di 104 chilometri.
Per evitare di fare confusione, meglio specificare che cosa sia il Giro E e che i due eventi voluti da Rcs Sport non andranno a sovrapporsi. Il Giro E è riservato a ciclisti non professionisti con il tragitto scelto su pezzi delle tappe della “Corsa Rosa”. I corridori pedalano su biciclette a pedalata assistita e viaggiano in gruppo. Ogni frazione è percorsa in condizioni di traffico aperto su strade urbane ed extraurbane dove vige il Codice della Strada.
Ogni squadra è composta da sei atleti e deve avere un capitano: non è raro vedere in questo ruolo anche campioni del passato.
Durante le tappe sono previste due o più prove speciali, ovvero tratti del percorso dove verrà rilevata la velocità media “segreta” di ogni team. Alla fine verrà compilata una classifica che avrà puro valore simbolico, visto che non sono stati previsti premi di valore.
Erba sarà dunque il punto di partenza di questa competizione che ripercorrerà la parte finale della tappa lariana del Giro d’Italia. Di fatto una scelta che va a premiare una delle località più importanti del territorio provinciale, che allo stesso tempo può essere considerata la porta d’ingresso del Triangolo Lariano, dove si trovano le salite-simbolo di Sormano e del Ghisallo.
Erba, peraltro, in passato è stata punto d’arrivo e di partenza di frazioni del Giro d’Italia. Il 5 giugno del 1952, infatti, ospitò la partenza della mitica cronometro conclusa sul velodromo dello stadio Sinigaglia e vinta da Fausto Coppi. Il “Campionissimo” si impose ad una media di 42,32 chilometri orari (1h 32’ 25’’ il tempo finale); alle sue spalle lo svizzero Hugo Koblet (a 15’’), Giancarlo Astrua (a 25’’) e l’altro corridore elvetico Ferdi Kubler (a 30’’).
Il 26 maggio del 1986, invece, la tappa Sauze d’Oulx -Erba fu conquistata, dopo una fuga solitaria, dal norvegese Dag-Erik Pedersen, che precedette l’irlandese Stephen Roche (poi primo nel Giro 1987) e l’italiano Emanuele Bombini. Quel giorno in maglia rosa c’era Giuseppe Saronni, che però 24 ore dopo, al termine della Erba-Foppolo, perse il simbolo del primato, che finì sulle spalle di Roberto Visentini. Quest’ultimo avrebbe poi festeggiato il successo finale il 2 giugno a Merano; sul podio, al suo fianco, proprio Saronni, secondo, e Francesco Moser, terzo. Quarta posizione per il primo degli stranieri, l’americano Greg Lemond.

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