Gli architetti e il progetto cinese per il nuovo Sinigaglia: occorre ripensare il futuro dell’area

Stadio Sinigaglia Cina

«Stiamo parlando di un’area delicata e fragile – dice il presidente dell’Ordine degli Architetti della provincia di Como, Michele Pierpaoli – L’eccezionalità di questo luogo è data dal suo incommensurabile valore pubblico. E non sto parlando solo dell’edificio dello stadio Sinigaglia ma anche dell’ex Opera Nazionale Balilla, e dell’ambito circostante, dai giardini alla passeggiata a lago che porta alle ville neoclassiche». Un’area unica non solo in Lombardia ma anche in Italia, dato che si abbina a un contesto paesaggistico del tutto peculiare come il lago di Como.
«L’area – aggiunge Pierpaoli – è una somma di valori urbanistici, architettonici, commemorativi, ricreativi, sportivi davvero unica. Basti pensare al nostro repertorio razionalista che ne fa un museo all’aperto, con il Novocomum, dove ha sede il nostro ordine, fino a Casa Giuliani Frigerio e al Monumento ai Caduti. La stessa ex Opera Balilla è un pregevole segno del Novecento, così come in altra declinazione linguistica lo è l’architettura del Tempio Voltiano. Insomma, ce n’è abbastanza per dire che qualsiasi decisione orientata alla valorizzazione di questa complessità meravigliosa (che peraltro è in centro città e gode di vincoli monumentali adeguati al suo lignaggio), richiede una precisa presa d’atto di questi valori. Ogni volontà di salvaguardarli e di valorizzarli deve partire dalla consapevolezza della loro valenza pubblica. Occorre riconoscere l’eterogeneità delle funzioni pubbliche di quell’area e pertanto procedere, cosa che sarebbe prioritaria, a un coerente ridisegno complessivo di tutto il comparto, dai giardini all’hangar dell’Aero Club. E tale ridisegno dovrebbe necessariamente essere in linea con le premesse che dicevo prima, e cioè al di fuori di ogni suggestione immobiliare e commerciale. A questo punto la città dovrebbe decidere una volta per tutte il destino dello stadio, che noi riteniamo oggi incompatibile con le attività del calcio agonistico, e deve recuperare la sua originaria funzione di luogo per attività sportive al servizio della città stessa».
Per l’Ordine quindi prima di tutto vanno confermati e definiti con chiarezza il carattere e le funzioni proprie dell’area. «Ben venga anche il partenariato pubblico-privato – conclude Pierpaoli – ma è fondamentale che l’ente pubblico si faccia parte attiva e orienti scelte che rispettino il significato dell’area che, lo ribadisco, è di alto interesse pubblico e generale. Un bene da valorizzare ma principalmente da salvaguardare nei suoi caratteri distintivi».

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1 Commento

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    Massimo Cordasco , 13 Febbraio 2020 @ 17:53

    “incompatibile con le attività del calcio agonistico”, in queste parole sacrosante si compendia tutto il discorso. Traduzione: qualsiasi operazione di recupero sarà possibile solo quando si vorrà costruire un nuovo stadio in periferia. In fondo potrebbe essere un buon affare anche per i privati impegnarsi in un’operazione integrata.

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