Gli sportivi chiedono uno stadio polifunzionale

E da Facebook l’appello dei tifosi a Lucini: «Il calcio può essere un veicolo per la città»
Come brace sotto la cenere, la questione “stadio Sinigaglia” torna a divampare in città.
Il dibattito sul possibile spostamento della struttura coinvolge residenti, esercenti e politici. Non ultimi, anche gli uomini di sport si gettano nella mischia. Unanime è la necessità di trovare una soluzione al problema ormai annoso della struttura che è diventata suo malgrado il simbolo del degrado della zona. Dall’altra parte gli storici tifosi azzurri, quelli “veri”, non violenti, che hanno
contribuito a tirare a lucido il vecchio Sinigaglia, si appellano al sindaco Mario Lucini per non toccare lo stadio. Ma andiamo con ordine.
IL CONI PROVINCIALE
«Ovviamente ci troviamo in una situazione di difficoltà economica. Ma la necessità di muoversi per quanto riguarda lo stadio è evidente – dice Riccardo Barbera, presidente provinciale del Coni – Dobbiamo per forza attendere nuovi scontri folli a seguito di una partita o i soliti disagi legati alla viabilità nei giorni di campionato con la zona pressoché blindata? Esistono i crediti sportivi del Coni per la costruzione di nuovi stadi se solo si volesse cominciare con spostare l’impianto, e con esso i problemi, fuori dalla città».
LA CANOTTIERI LARIO
«Così come stanno le cose lo stadio rappresenta soltanto un problema. Un tempo era un gioiello. Adesso è un rudere e nient’altro. Secondo me c’è un’unica soluzione: spostarlo altrove». È Enzo Molteni, presidente della Canottieri Lario, a portare quest’opinione forte, nata da una serie di eventi spiacevoli e ripetuti nella zona che hanno interessato direttamente anche l’associazione sportiva che presiede. «Durante le giornate di campionato, la viabilità è in crisi. Qui alla Canottieri i soci disabili si trovano impossibilitati ad accedere alle nostre strutture. Al Sinigaglia mancano pure le toilettes e così diversi tifosi usano la strada e il Monumento ai Caduti per i loro bisogni fisici».
Uno sfregio all’area sportiva e monumentale della città che fa rabbia e indigna Molteni. Il presidente della Lario propone l’utilizzo dello stadio per altre discipline sportive non professionistiche, dal rugby al calcio femminile, al ciclismo e all’atletica con le nuove piste e confida nella giunta Lucini per la soluzione dell’annoso problema. «Spero che la nuova giunta riesca a fare qualcosa. Per trasformare la struttura in un centro polisportivo e riqualificare la zona intera. Sembra un sogno ma alla fine il Sinigaglia è nato negli anni Trenta con la nostra Canottieri e le altre società della zona con questo scopo».
IL TENNIS COMO
Per Giulio Pini, presidente del Tennis Como, «lo stadio Sinigaglia è un monumento nazionale che va accuratamente preservato. Ma per agire in questa direzione occorre spostare la sede della squadra di calcio. Non è più possibile, dopo gli eventi di Como-Inter, convivere con questa situazione».
A parte l’amarezza per gli scontri, secondo Pini occorre davvero trovare un modo «per trasformare uno stadio di calcio in una struttura per più discipline sportive. Ovviamente servono i soldi, ma se vengono trovati per altre cose, non vedo perché non si riescano a stanziare dei fondi per un pezzo di storia dello sport comasco».
IL PDL
Proprio ieri, la problematica data dalla mancanza di fondi è stata affrontata anche da Laura Bordoli.
Il capogruppo comasco del Pdl a Palazzo Cernezzi ha dichiarato che «la riqualificazione della struttura era stata, a suo tempo, inserita nel programma del partito per le comunali del maggio scorso».
«Ma – aggiunge Laura Bordoli – solo a patto che questo cambiamento fosse condiviso da tutti gli attori coinvolti (residenti e associazioni sportive) e solo con un intervento dei privati, perché il Comune di Como non ha le risorse. Ovviamente si tratta di un problema la cui soluzione non può essere immediata» conclude l’esponente della minoranza a Palazzo Cernezzi.
I TIFOSI AZZURRI
E come detto non sono rimasti fuori dal dibattito nemmeno i tifosi storici. Supporters che hanno creato su Facebook il gruppo “Quando il Como era il Como” e sono stati parte attiva nel restyling dello stadio prima delle amichevoli di lusso contro Tottenham e Inter. Uno dei moderatori chiede un incontro con il sindaco Mario Lucini per esprimere la posizione del gruppo di supporters sulla questione stadio «portandogli in omaggio una delle nostre bandiere della solidarietà e facendogli capire che il Como non è un peso per questa città, ma deve diventare un veicolo importante per promuovere Como in Italia e all’estero». Lo stadio insomma non si tocca: «Credo che in società – si legge ancora – stiano lavorando per un “modello Como”, dai lavori a Orsenigo alla promozione pubblicitaria egregia (aperitivo lariano, amichevoli coi baffi, riorganizzazione del settore giovanile, aiuto agli emiliani ecc.)…».

Matteo Congregalli

Nella foto:
Enzo Molteni, presidente della Canottieri

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