Gli ultimi undici anni di chiacchiere sul campus. Le ipotesi: Pomerio, ex Sant’Anna e De Cristoforis

Mentre Lecco e Varese aprivano i cantieri
Undici anni di chiacchiere e nessun progetto. È questa la storia più recente (almeno quella del terzo millennio) del campus universitario di Como. Cerchiamo di ripercorrerla brevemente.
Gennaio 2001, il rettore
dell’Università dell’Insubria, Renzo Dionigi, indica San Martino quale unica sede idonea per un campus universitario. Perfetto. Passano due mesi e l’area torna però in gioco anche per il nuovo ospedale Sant’Anna, con un dictat della Lega in Provincia.
Ma, attenzione, il campus piace anche ai leghisti che trovano così la sua collocazione ideale al Castello di Pomerio di Erba, peccato che la prestigiosa sede disti circa 13 chilometri dalle attuali aule e dai laboratori dell’Insubria e del Politecnico.
Nel dicembre dello stesso anno ecco l’aiuto che non ti aspetti dalla vicina Svizzera. L’Accademia di Architettura di Mendrisio propone: l’interramento di via per Cernobbio, tre autosili sotterranei, un campus universitario, una sala concerti e un nuovo centro tennis al coperto. Il costo? Nessuno riesce a calcolarlo. Il 2002 è anno di elezioni amministrative e il campus ha grande appeal sui comaschi, così eccolo apparire in tutti i programmi da destra a sinistra. Succederà anche nelle due successive tornate. Ma con qualche variante. C’è infatti chi preferirebbe l’area di Camerlata e del Sant’Anna, in predicato di trasloco, per il campus.
Nel gennaio del 2003 la Provincia indica senza timore San Martino per lo sviluppo dell’università. Due mesi più tardi il sindaco Stefano Bruni sigla addirittura un protocollo di intesa con Camera di Commercio, Università dell’Insubria e la Niagara University per avere un modello di villaggio universitario simile a quello statunitense, forte di 3mila studenti. Sembra l’anno buono, ma invece nulla.
Passiamo al 2006, ed è ancora la Camera di Commercio a spingere sul campus. Nel documento-base del mandato del presidente Paolo De Santis, infatti, si parla apertamente di campus universitario. Colpo di scena nel 2008, quando il sindaco Bruni avvia lo studio di un campus nell’ex Caserma De Cristoforis. Intanto Insubria e Politecnico si sono già sviluppati in 17 sedi differenti. Nel 2009 spunta l’ipotesi di un campus a San Martino, ma non con Politecnico e Insubria, bensì con il Cepu, che già a Novedrate ha attivato un’università telematica. Nello stesso anno decade l’ipotesi di fare il campus a Camerlata e nella Caserma De Cristoforis.
Dicembre 2010, mentre a Como si discuteva, Lecco ha lavorato e Roberto Formigoni posa la prima pietra del campus universitario. Passa un anno e Univercomo lancia l’ipotesi di un dormitorio nell’ex Orfanotrofio di Como mentre si profila nei fatti l’abbandono dell’idea di un campus universitario.
Siamo a settembre di quest’anno. Il vicesindaco Silvia Magni, che ha la delega all’Università, ha parole pesanti sull’argomento: «Oggi il campus sarebbe già dovuto esistere», dice. E ancora: «Abbiamo abbozzato un primo approccio con i rappresentanti universitari. Il nostro primo impegno, comunque, sarà il progetto del collegio universitario in via Grossi. Come nuova amministrazione possiamo iniziare a recuperare gli spazi verdi dell’area San Martino, per renderla più fruibile». Dormitorio e campus tra pochi giorni verranno inaugurati a Varese, intanto, mentre a Como si discute ancora.

Paolo Annoni

Nella foto:
Uno degli edifici dell’area di San Martino, che dovrebbe ospitare il campus universitario di Como (Fkd)

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