Grave incidente di un ciclista minorenne in gara: tre condannati

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Durante il 28° Trofeo Maria Rovelli edizione 2011

Sono stati ritenuti colpevoli per le lesioni gravissime (frattura di un femore, lesioni ai tendini, ferite varie e cicatrici permanenti al collo e al volto) rimediate da un giovane ciclista che, all’epoca dei fatti, aveva 17 anni. Incidente stradale che avvenne nell’ambito del 28° Trofeo Maria Rovelli, edizione 2011, prova della categoria Juniores organizzata dalla società sportiva Luraghese. Il giudice di pace ha ritenuto responsabili – almeno per quanto riguarda il giudizio di primo grado che

senza dubbio verrà appellato – un 46enne di Carugo (organizzatore della gara e legale rappresentante della Luraghese), un 53enne di Alzate Brianza (addetto alla segnalazione di fine corsa) e un 75enne di Barni, quest’ultimo il direttore di gara «preposto alla coda del gruppo di ciclisti». Sono stati condannati al pagamento di 1.500 euro di multa a testa, oltre ad un risarcimento del danno in via provvisionale (da definire compiutamente in altra sede) da 200mila euro. Somma cui parteciperà anche l’assicurazione della gara citata come responsabile civile.
La decisione è stata presa ieri mattina e ha chiuso una lunga vicenda aperta il 22 maggio 2011, quando un ragazzo di 17 anni – assieme ad altri atleti – non riuscendo a tenere il passo del gruppo, fu superato dall’auto di fine corsa che gli comunicò di essere ormai fuori gara invitandolo a fermarsi e a ritirarsi togliendosi il numero.
Cosa che però non avvenne. Pochi attimi dopo, un’auto condotta da una 60enne di Brenna, nell’affrontare la curva in via Brianza a Cantù, andò a sbattere contro il giovane ciclista finito fuori gara, che fu poi ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Rozzano.
In pratica, secondo la tesi della Procura di Como sostenuta dal pubblico ministero Vanessa Ragazzi, gli organizzatori «non avrebbero predisposto mezzi per recuperare i ciclisti fuori gara» lasciandoli in balia del traffico, non avrebbero obbligato i ciclisti a fermarsi togliendosi il numero di gara e non avrebbero «organizzato in maniera sufficientemente completa il controllo delle intersezioni stradali attraversate dalla gara ciclistica», così da permettere «il passaggio di auto in presenza dei ciclisti che si erano attardati».
È stata invece assolta – in quanto «il fatto non costituisce reato» – l’automobilista che travolse il ragazzo e che era finita anche lei a processo con le stesse accuse.
La difesa dei tre condannati – contattata telefonicamente – ha preferito non commentare in attesa di leggere le motivazioni della sentenza.

Mauro Peverelli

Nella foto:
L’incidente avvenne nell’ambito di una gara di categoria Juniores, nel 2011 (foto d’archivio)

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