Graziano Pelanconi alla Dakar 2020. Il comasco nell’organizzazione della gara in Arabia Saudita

Jacopo Cerutti Graziano Pelanconi

Jacopo Cerutti in gara tra le moto, ma non solo. Alla Dakar, che scatta il prossimo 5 gennaio in Arabia Saudita, ci sarà anche un altro comasco, Graziano Pelanconi. Non come concorrente ma come collaboratore dell’organizzazione. Del resto Pelanconi ha una lunga esperienza nelle competizioni nel deserto. Qualche anno fa è stato navigatore, ha partecipato a più di una Parigi-Dakar quando la corsa partiva dalla capitale francese e terminava in quella del Senegal.
Nel 1989, nella gara in auto, si è anche tolto la soddisfazione di vincere una tappa, a fianco di Klaus Seppi, su una Mercedes 6000, la Termit Kouboul- Agadez di 535 chilometri. Un risultato che fece scalpore, visto che si trattava di un equipaggio privato che si era lasciato alle spalle gente del calibro di Ari Vatanen, Jacky Ickx e Patrick Tambay.
Nel 2002 con Pelanconi, classe 1955, navigò anche Vittorio Emanuele di Savoia al Rally dei Faraoni, ma l’equipaggio si ritirò per un incidente. All’epoca nel nostro Paese ci fu comunque grande seguito per questa partecipazione, che suscitò molta curiosità. Esperienze importanti che lo hanno portato a collaborare con gli organizzatori delle gare nel deserto, in particolare con il Merzouga Rally in Marocco. Già negli scorsi anni era stato invitato a dare una mano quando la Dakar si svolgeva in Sud America, ma la risposta era stata negativa. Con il trasferimento in Arabia, Pelanconi (nella foto con Jacopo Cerutti) ha accettato e sarà nel gruppo di auto dell’organizzazione che chiuderanno la corsa.

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