Hub di Villa Erba, al via la campagna di massa. Nella prima giornata vaccinati già 800 cittadini

Il polo fieristico di Villa Erba è stato convertito in hub vaccinale

L’hub vaccinale di Villa Erba a Cernobbio è da ieri una realtà operativa. L’obiettivo dichiarato per i primi giorni della campagna vaccinale di massa è raggiungere le 720 somministrazioni al giorno per arrivare in breve tempo a 10 linee e 1.440 vaccini, fino ad avere, a pieno regime, 24 linee in funzione e quasi 3.500 iniezioni. Si lavorerà dalle 8 alle 20 e sette giorni su sette.

Ieri sono state quasi ottocento le dosi somministrate, 768 per la precisione. La campagna di massa in questa fase interesserà le persone nella fascia d’età tra i 70 e i 79 anni. «Speriamo, mi sento più protetta e più sicura anche per i miei parenti, per i miei nipoti – ha detto ieri un’anziana – Certo, dovremo sempre attenerci alle disposizioni sanitarie vigenti».
Ieri ha espresso soddisfazione per l’andamento della strategia vaccinale messa in atto nel centro espositivo cernobbiese Giuseppe Carcano, responsabile del Centro vaccinale: «Abbiamo aggiunto qualche linea rispetto a quelle previste inizialmente perché dovevamo testare il nuovo sistema di Poste Italiane, l’intenzione è di aumentarle arrivando a dieci linee nelle prossime settimane e poi a maggio altre dieci. Nel corso della prima giornata dell’hub di Cernobbio abbiamo avuto un afflusso regolare, gli ambulatori hanno lavorato bene e con regolarità e abbiamo avuto pochissimi casi di rifiuto del vaccino AstraZeneca, un paio al massimo. Uno su dieci è stato vaccinato con Pfizer nelle categorie vulnerabili».

Da parte sua il sindaco di Cernobbio Matteo Monti ha rimarcato l’efficienza della macchina organizzativa sul fronte della logistica e della sicurezza: «Abbiamo garantito la presenza di 4 operatori di polizia locale per turno in collaborazione con Provincia e Comune di Como e siamo pronti se aumentassero le presenze a garantire ancora più posti nei parcheggi».
L’ingresso all’hub avviene da via Regina con un percorso segnalato per raggiungere i 10 sportelli di accettazione posizionati nell’ala Cernobbio. Dall’accettazione i cittadini si spostano nelle postazioni vaccinali per poi sostare, per i 15 minuti di osservazione dopo la vaccinazione, nel padiglione Centrale. L’uscita avviene ancora dall’ala Regina. A disposizione, ci sono oltre 650 posti auto tra autosilo e galoppatoio, aperti dalle 7.30 alle 21, al costo di 1 euro per le prime due ore di sosta.

Il caso Cantù
Non soddisfa invece la situazione in Brianza. Ieri il sindaco di Cantù, Alice Galbiati, ha scritto al direttore generale di Ats Insubria, Lucas Maria Gutierrez, e al direttore generale di Asst Lariana, Fabio Banfi, per chiedere spiegazioni circa la politica vaccinale adottata nel Canturino e nel Marianese.
«Ho appreso – scrive tra l’altro Galbiati – che il punto vaccinale presso l’ospedale Sant’Antonio Abate terminerà il proprio servizio alla cittadinanza, proseguendo per i soli pazienti fragili già in carico al servizio sanitario. Dopo settimane di contatti, manifestazioni di disponibilità e rassicurazioni circa il mantenimento del punto vaccinale, non posso nascondere incredulità e delusione. Sembra oramai pacifica l’equazione tale per cui se si vuole ottenere qualcosa l’unica via è quella delle alzate di scudi, così come accaduto per il punto presso l’ospedale di Menaggio, destinato alla chiusura e, oggi, restituito alla sua funzione. Sono sinceramente felice per i cittadini della Tremezzina, che non dovranno arrivare fino a Como per vaccinarsi».
«È tuttavia mio preciso dovere difendere gli interessi, non della politica locale, ma delle migliaia di persone afferenti al territorio canturino – dice il sindaco – I fatti ci dicono che il punto di Cantù (forse) chiuderà, quello di Mariano Comense non è ancora attivo. A fare da contraltare i dati, soprattutto nel Canturino, che evidenziano elevate incidenze di contagio. Il Canturino e il Marianese sono un bacino d’utenza di oltre 100mila persone attualmente dirottate su Erba, Lurate Caccivio o Cernobbio».

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