I Palchettisti del Sociale sul Politeama: “Il Comune faccia la sua parte”

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«Una ferita aperta nella città, un tema urgente per l’agenda di Como».
Così Claudio Bocchietti, presidente della Società dei Palchettisti proprietaria del Teatro Sociale e presidente di Confedilizia Como, commenta la vicenda dell’ex cineteatro Politeama, che da ieri non interessa nemmeno più al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di via Cadorna, da anni candidato papabile al recupero della struttura, che dall’autunno troverà con l’aiuto del Comune altra sede per sopperire alla sua sete di spazi per alunni sempre più numerosi.
«Il Comune deve fare la sua parte su questa vicenda» rimarca il presidente dei Palchettisti, che anni fa sotto la presidenza del notaio Franceso Peronese avevano aperto alla possibilità di concorrere in qualche modo al recupero della struttura di piazza Cacciatori.
«Con due teatri funzionanti la città non avrebbe che da guadagnarci. Ma il Sociale – precisa però Bocchietti – non può impegnarsi nel recupero del Politeama, ha già molti spazi a disposizione che grazie all’ente Aslico cui abbiamo affidato la gestione facciamo funzionare a pieno regime. Va detto che sulla questione Politeama le responsabilità politiche sono equamente distribuite nelle varie giunte, dall’era Bruni in poi. Quella del sindaco Lucini indicò nel suo programma proprio il recupero dell’ex cineteatro. E come cittadino mi spiace constatare che la struttura è in preda al degrado».
È quindi anche senza futuro? «Spero di no. La prima operazione che il Comune dovrebbe fare è diventare proprietario dell’intera struttura, acquisendo le quote in mano ai privati per il 18% dato che è proprietario solo dell’82% della Società ora in liquidazione. La destinazione del Politeama è pubblica e a fini prettamente culturali».
La Società Politeama con il concorso dei club di servizio come Rotary e Lions fa appello alla società civile per progettare il recupero e il destino dell’ex teatro. «Certo – dice Bocchietti – nessuno ora ha la bacchetta magica in mano, ma occorre partire dalle esigenze concrete della città, il libro dei sogni rimanga nel cassetto. Non servono proclami e idee astratte ma una seria e approfondita ricognizione delle esigenze culturali di Como. A pochi passi dal Politeama c’è un altro tesoro per Como che è il Carducci, con il suo Salone Musa. Apriamo quindi un dibattito serio sulla razionalizzazione degli spazi della cultura a Como, è ora che si faccia, visto che si parla anche di dare un futuro a cinema monosala come il Gloria di via Varesina. Ripensiamo i luoghi nel loro complesso, dando voce a chiunque sia attore nel panorama culturale. Ma questo lavoro di coordinamento spetta ancora una volta al Comune che ha il compito di fare la sintesi unitaria di tanti pensieri e arrivare al tanto atteso progetto di valorizzazione del Politeama. Ripeto, il libro dei sogni può essere ricco vario e infinito, ma serve realismo. E coordinare gli sforzi e le energie. Non si butta il cuore oltre l’ostacolo senza razionalità e quindi, insisto, bisognerebe fare un serio lavoro di analisi che più di tutti ha il dovere di fare il Comune. Le fila del discorso le deve tirare il proprietario».

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