Idea “girone” lungo la statale Regina. Lago a senso unico per i mezzi pesanti

Code sulla Statale Regina

Mezzi pesanti a senso unico sul lago di Como. Non in un solo tratto della statale che costeggia il Lario ma bensì per tutta la sua lunghezza. Un provvedimento da adottare sicuramente durante il periodo estivo, che da sempre trasforma la Regina in un incubo viabilistico ma da considerare anche per altri momenti “a rischio”.
E così chi dovesse partire da Como per andare, ad esempio, a consegnare delle merci a Tremezzina non potrebbe poi tornare indietro ma dovrebbe fare l’intero giro del lago di Como, passando da Lecco, per rientrare alla base. «Si tratta dell’idea del “girone” messa sul tavolo già in passato per cercare di risolvere i continui problemi di viabilità che da anni stritolano la statale Regina, con ingorghi, Tir e auto incolonnate e ore perse fermi in coda, in particolare nel periodo estivo. Con un territorio che ne risente economicamente e in termini di qualità della vita – spiega il sindaco di Tremezzina, Mauro Guerra – Si devono trovare delle soluzioni e questa è un’idea da valutare». Il commento arriva a margine di una riunione che si è svolta lunedì mattina in Prefettura, voluta proprio per discutere dei possibili interventi da pianificare per migliorare la viabilità lungo la sponda occidentale del lago.
Presenti anche i rappresentanti delle categorie, tra cui la Fai (Federazione autotrasportatori), e per la Regione Lombardia il presidente del consiglio Alessandro Fermi e il sottosegretario Fabrizio Turba. «Il girone può essere una soluzione. È vero che ciò comporterebbe un aumento di chilometri da mettere in conto da parte dei camionisti ma sarebbe anche un qualcosa di quantificabile, conoscendo il percorso aggiuntivo da fare. Restando così le cose, invece, sulla Regina non si sa mai quanto tempo si possa perdere in colonna. Il rischio è di stare fermi ore – spiega Guerra – È un’ipotesi e proprio per questo si sta ragionando con tutti i soggetti coinvolti e con la Prefettura. L’idea, che ha trovato riscontro, è ora quella di istituire un gruppo di lavoro tecnico, con anche degli esperti esterni, per realizzare uno studio di fattibilità per un simile progetto. Valutare pro e contro, capire se limitarlo al solo periodo di picco estivo del traffico o anche in altri momenti, ragionare sugli effetti per l’economia locale, considerare i tempi di percorrenza e a quali categorie di mezzi applicarlo. Insomma impegnarsi su un tema sempre più critico per il territorio. Un problema più volte affrontato solo a parole. Adesso almeno si è fatto un passo avanti con l’impegno, in tempi rapidi, di creare il comitato tecnico», aggiunge Mauro Guerra.
Scettiche le categorie. Anche perché gli interrogativi sono tanti. Istituire il girone per tutti? Ovvero anche per chi magari deve fare una consegna ad Argegno, a pochi chilometri da Como? Imporlo pure ai pullman turistici? Voce fortemente contraria quella di Giorgio Colato, presidente della Fai, Federazione autotrasportatori italiani di Como e Lecco.
«È una follia. Un controsenso per chi lavora, per chi deve magari mettere in conto, anche se deve fare delle consegne a pochi chilometri da Como, di dover aggiungere cento chilometri per rientrare – dice Colato – Siamo contrari a ogni forma di limitazione alla circolazione per i mezzi pesanti. Ben vengano i semafori intelligenti ma obbligarci a fare simili percorsi non ha senso. Allora perché non imporre il senso unico a tutti, auto comprese? Come sempre, si punta sugli autotrasportatori senza prendere in considerazione tutti gli aspetti. La nostra posizione, lo ribadisco, è di chiusura».

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