Il 2021 banco di prova decisivo per il turismo: «Puntate su identità, gioco di squadra e sostenibilità»

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Viviamo giorni bui, ma ci sono elementi per guardare al futuro con speranza. Almeno per il comparto turistico, uno dei più colpiti dalla crisi economica causata dalla pandemia. Ne è convinta Simona Tedesco, direttrice del mensile di viaggi e turismo “Dove” di Rcs, che spesso ha pubblicato servizi sul nostro territorio.
«Stiamo monitorando in redazione le tendenze in atto per i prossimi numeri – dice la giornalista – Il Covid ha anticipato alcuni fenomeni che erano già preventivati nel settore. Uno riguarda direttamente il Lario ed è il turismo di prossimità, nato come necessità ma che si trasformerà in scelta consapevole. Pensiamo a quanto successo dopo il primo lockdown, siamo andati appena possibile a riscoprire zone vicine a casa, scoprendo l’insolito dietro l’angolo. Ecco, alla ripresa che tutti speriamo nel 2021, sarà l’occasione d’oro per valorizzare un Paese come l’Italia fatto di tanti borghi da esplorare, con un territorio straordinario dove in poco tempo cambi scenario, dal mare al monte fino al vostro bel lago».
Un’altra parola chiave che “Dove” sottolinea con l’evidenziatore è «sostenibilità». «Qui il Lario dovrà farsi sempre più trovare preparato. L’esperienza del viaggio è sempre più legata a modalità di trasporto alternativo, a consumi compatibili con la salvaguardia dell’ambiente. È dimostrato che tutti i territori che si rivelano capaci di investire sulla sostenibilità e sono in grado di comunicarlo ovviamente attirano più viaggiatori. E siccome sostenibilità vuol dire anche garanzia di immersione nella natura, garantendo le distanze di sicurezza che la pandemia ci ha imposto di osservare, il vostro territorio è avvantaggiato. Il distanziamento come necessità si evolverà in una predisposizione a cercare la bellezza lontano dalla folla, in un contatto con la natura appunto mediato il meno possibile. Quando torneremo a riveder le stelle grazie alla vaccinazione di massa, avere un lago come il vostro a poca distanza dal centro di Milano sarà strategico».
E qui entra in gioco anche il tema delle infrastrutture che dovranno essere adeguate. «Il prossimo mese di febbraio su “Dove” dedicheremo ampio spazio al tema del viaggio “on the road”, in moto, auto, bici o camper, insomma un’esperienza di turismo di prossimità che potrà fra l’altro godere anche dei tempi diversi che questa pandemia ci ha imposto: non ci sarà più in futuro la classica vacanza delle “ferie” o il classico “fine settimana”, ma potremo modulare a seconda delle esigenze e degli impegni anche “stacchi” infrasettimanali. Qui giocherà un ruolo fondamentale la gestione delle politiche di smartworking, che adesso è una necessità economica ma detterà legge anche nelle mete del turismo consapevole post-Covid. Chi ha un buen retiro sul lago e può comunque dedicarvi un po’ di tempo per il lavoro avrà quadrato il cerchio, dando un contributo all’ambiente e alla qualità della propria vita in termini di minore stress da traffico. Il Lario dovrà prendere esempio da New York che con lo smartworking ha visto svuotarsi il centro di Manhattan con tanti cittadini in cerca di case fuori. Insomma ora la seconda casa al lago, dove poter anche lavorare, ha ancora più senso».
Come ricaduta positiva la direttrice di “Dove” vede anche la possibilità di destagionalizzare il turismo sul Lario. «La pandemia ha rotto tanti schemi, compreso il tabù di parlare ad esempio di autunno. Abbiamo fatto un titolo provocatorio di recente, dando il benvenuto alla pioggia tipica della stagione. Si aprono tante possibilità e innovazioni in questo scenario, tutto dipende dalla narrazione che se ne fa. Il lago torna ad essere un attrattore magico, non il luogo invaso dai turisti solo in una fetta dell’anno e per il resto vuoto, ma ad esempio una enorme palestra dove disintossicarsi. A sua volta però il territorio deve darsi fa fare e rispondere alla sfida lavorando con spirito sinergico di rete e di squadra, dimenticando gelosie e localismi per diventare un unico tessuto connettivo che lavora tutto insieme all’unisono e sa raccontare le proprie eccellenze in modo innovativo: ci sono ad esempio da intercettare le esigenze dei giovani, dei trentenni, dei millennials per i quali la pandemia è stata un acceleratore di tendenze di spesa già in atto anche sul fronte del turismo».

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