«Il 50% delle attività ha riaperto subito». Scatta la fase 2 tra mascherine e prudenza

Tante gente per le strade

«Ci vuole responsabilità». L’appello è del presidente di Confcommercio Como, Giovanni Ciceri, all’alba della riapertura. Il 18 maggio 2020, ovvero ieri, per molti commercianti, non solo della provincia di Como, sarà una data da ricordare. Ovvero quella, finalmente, della ripresa delle attività a pieno regime con l’obiettivo di superare la crisi devastante lasciata sul campo dal Coronavirus che «non è ancora sconfitto, questo va tenuto ben chiaro in mente. Ecco perchè noi esercenti abbiamo fatto di tutto e continueremo a impegnarci per poter offrire gli stessi servizi di prima nel rispetto massimo della sicurezza e ai cittadini, allo stesso modo, toccherà il compito di essere responsabili», aggiunge Ciceri. Verso fine sera è stato poi fatto un primo parziale bilancio della ripartenza sul fronte del commercio, sia esso legato alle attività di bar e ristoranti e dei negozi. «Ovviamente si tratta di dati assolutamente incompleti che sono il frutto di contatti avuti con chi ha lavorato e chi ha riaperto fin da subito. Posso dire che il 50% dei negozianti ha deciso di alzare la saracinesca», spiega Ciceri. E girando per le vie della città, ieri mattina, la fase 2 come ovvio è scattata all’insegna di mascherine e distanziamento. Da ieri infatti, pur con regole stringenti hanno riaperto negozi, bar, ristoranti, parrucchieri e centri estetici, uffici e musei, spiagge e lidi. In Lombardia resteranno chiuse fino a fine mese invece palestre e piscine. È possibile incontrare gli amici e tornare almeno in parte anche alla vita sociale. Riprese da ieri mattina anche le celebrazioni religiose. «Una prova generale di quanto avverrà nei prossimi giorni. Obiettivo è ora quello di salire a quota 70% di riaperture nei prossimi giorni per puntare poi nelle prossime settimane a raggiunge la situazione pre Coronavirus. Non sarà facile anche perchè molti hanno subito danni pesanti dalla chiusura prolungata», conclude il presidente. Riaprono anche i negozi di abbigliamento. «Alcuni colleghi hanno aperto subito, altri come il sottoscritto stanno ultimando gli ultimi dettagli. Ma siamo pronti e ovviamente abbiamo voglia di ricominciare», spiega Marco Cassina, Federmoda Italia Como di Confcommercio. Rispetto al decreto del presidente del consiglio Giuseppe Conte, l’ordinanza regionale del presidente della Lombardia Attilio Fontana introduce alcune ulteriori restrizioni. In particolare, le mascherine sempre obbligatorie quando si esce dalla propria abitazione e l’obbligo di misurazione della temperatura ai clienti. «Le ultime direttive regionali hanno previsto anche l’obbligo dei guanti e soprattutto di dotarsi di un termometro per rilevare la temperatura – dice Cassina – Quest’ulteriore puntualizzazione ha creato alcuni ritardi. Molti colleghi mi hanno infatti subito contattato per sapere dove poter recuperare i termometri ma al momento non se ne trovano. E questo sicuramente rappresenta un piccolo problema che però entro breve supereremo». I prossimi giorni dunque saranno decisivi per capire come la città reagirà a questa nuova fase.

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