Il bonus mobili ha salvato mille aziende

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Il bilancio di Federlegno-Arredo
Giovanni Anzani: «Abbiamo bisogno di un rilancio dei consumi»

Il bonus mobili ha attutito la caduta del settore del legno-arredo, salvando imprese e posti di lavoro. «In questi ultimi mesi – ha dichiarato ieri Roberto Snaidero, presidente di FederlegnoArredo – gli incentivi fiscali varati a giugno dal governo Letta hanno permesso alle nostre industrie un recupero di fatturato del 4%, pari a 314 milioni di euro. Grazie al bonus mobili

è stata evitata la chiusura di mille aziende e 3.800 persone continuano a lavorare».
Sono questi i primi, tangibili, effetti positivi degli incentivi fiscali per la casa e per l’arredamento sulla filiera del legno-arredo, settore tra i più importanti per l’economia comasca, con le numerose imprese attive in Brianza.
E non è un risultato da poco, visto che – come è stato sottolineato durante l’incontro di fine anno con la stampa che i vertici di FederlegnoArredo hanno tenuto ieri a Milano – il 2012 è stato un «anno nero per la filiera del mobile» e che «nel 2013 il settore continua a subire le conseguenze della grave crisi economica e delle incertezze derivanti dai problemi dell’Eurozona che hanno messo in ginocchio i consumi europei».
Secondo le stime dell’associazione imprenditoriale, il 2013 si concluderà con un fatturato complessivo del settore ancora in calo del 3,2%, con la chiusure di ben 2.400 aziende su scala nazionale e con la perdita di 6.800 posti di lavoro, sempre su scala nazionale. In crisi si conferma soprattutto il mercato italiano (i consumi interni sono in calo del 7,1% rispetto al 2012), mentre le esportazioni proseguono il trend positivo, con un incremento del 2,4%.
Il bilancio delle vendite sul mercato nazionale sarebbe stato ben più pesante senza gli incentivi fiscali introdotti a giugno.
«Il governo Letta si è dimostrato fortemente attento alla promozione del settore dell’arredo – hanno spiegato ieri i vertici di FederlegnoArredo – Grazie al bonus mobili è stata estesa la detrazione Irpef al 50% per una spesa massima di 10mila euro per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione edilizia».
Con l’approvazione della legge di stabilità, attesa per fine dicembre, il bonus mobili verrà prorogato fino al 31 dicembre 2014. Ciò dovrebbe permettere al settore un recupero delle vendite nazionali nel prossimo anno di circa 4 o 5 punti percentuali.
«Abbiamo sicuramente bisogno di un rilancio dei consumi – ha affermato ieri il presidente di Assarredo Giovanni Anzani, l’imprenditore comasco alla guida della Poliform di Inverigo assieme ai soci Alberto e Aldo Spinelli – perché altrimenti perdiamo imprese, posti di lavoro e quella straordinaria capacità del fare che contraddistingue le nostre aziende e i nostri dipendenti».
Anche per questo la filiera del legno-arredo chiede al governo un nuovo intervento, con la rimodulazione delle aliquote Iva, allineandole agli standard europei visto che in Spagna, Francia e Belgio l’aliquota è compresa tra il 6 e il 10% mentre è in Italia è al 22% per la maggioranza dei arredi.
Se ciò non fosse possibile, FederlegnoArredo, d’intesa con i sindacati di categoria, chiede al governo di diminuire l’aliquota Iva per l’acquisto di mobili almeno per le giovani coppie che decidono di arredare la casa.
Si tratta di una misura che «produrrebbe un saldo attivo per le casse dello Stato – come ha spiegato ieri Giovanni De Ponti, direttore generale di FederlegnoArredo – perché innescherebbe una domanda di beni aggiuntiva che genererebbe un gettito Iva che oggi non c’è, quindi maggiori entrate nelle casse dello Stato».

Nella foto:
Il settore chiede al governo di allineare le aliquote Iva sugli arredi agli standard europei

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