Il Canton Ticino azzera il Carnevale per il rischio contagi, Como invece pensa al Natale

Una scorsa edizione del Carnevale di Chiasso

Natale è lontano. Pensarci pochi giorni dopo Ferragosto potrebbe sembrare un’assurdità. Carnevale però è un appuntamento spostato ancor più in avanti nel calendario. Nonostante ciò, per l’emergenza Coronavirus il 2021 sarà un’annata senza grandi carnevali in Ticino.
Bellinzona, Chiasso, Tesserete e Biasca hanno infatti deciso, nelle scorse ore, di non prevedere la prossima edizione a causa delle incertezze dovute alla pandemia e alle sue costanti fluttuazioni. C’è dunque chi guarda molto avanti e inizia a ragionare su manifestazioni di piazza, potenzialmente a rischio. Ben diversa invece è l’attitudine di Como dove l’unico evento certo e intoccabile rimane sempre la Città dei Balocchi, classica manifestazione del periodo natalizio e come da tradizione portatrice, oltre che di doni, di discussioni e polemiche. Polemiche destinate a ripetersi – sia per i noti problemi legati a traffico e inquinamento – ma soprattutto, quest’anno, in considerazione della situazione di grande incertezza dovuta al virus. E così, mentre a pochi chilometri dal confine la politica e la società civile hanno deciso di dire stop a eventi quali il Carnevale, sulle rive del lago di Como nessuno, tra gli amministratori e i soggetti coinvolti, sembra mettere in dubbio la kermesse di Natale. Ma c’è chi, come già in passato, torna nuovamente a sottolineare le incongruenze, in questo caso anche rischiose, di un simile atteggiamento. «Mi fa piacere che ci sia chi è ottimista nonostante tutto quello che sta accadendo – interviene l’ex assessore Bruno Magatti (Civitas) – Ma quando ci si spinge ai limiti dell’imprudenza e dell’impudenza allora forse bisognerebbe intervenire, prevedere qualcosa e farsi delle domande». Gli interrogativi e i dubbi sono sempre di più, anche alla luce di decisioni tipo quella in arrivo dal Ticino. «Questa ostinazione, nonostante tutto quello che sta accadendo nel mondo, è incomprensibile. Hanno rinviato eventi planetari come le Olimpiadi ma la Città dei Balocchi sembra una vera ossessione. Le responsabilità sono anche quelle di un’amministrazione che ormai sembra navigare solo a vista e non è in grado di fare delle previsioni», aggiunge Magatti che guarda anche oltre analizzando un altro elemento.
«La Città dei Balocchi inoltre viene sempre fatta passare come un evento realizzato nell’interesse generale, del commercio e dell’immagine. Ma in realtà non è così e non è comunque un tema sufficiente per non riflettere su quanto sta accadendo. Ma poi mi chiedo: alla fine, se a pochi giorni dall’avvio dell’evento si dovesse rinunciare? Chi sarebbe responsabile? Trovo assurdo che in un simile contesto dove, ad esempio, adesso si parla della ripresa delle scuole con tutte le sue incognite, a Como di certo ci sia solo la Città dei Balocchi», chiude Magatti.

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