Il capolavoro di Cantù al Forum. Paparelli: «Abbiamo dimostrato la nostra forza». Pancotto: «La crescita nel Dna di questa squadra»

Pallacanestro Cantù Joe Ragland

Una gara che è già entrata a pieno diritto nella leggenda della Pallacanestro Cantù. Un successo che rimarrà indelebile nei ricordi di chi domenica scorsa era al Forum di Assago.
La vittoria della S.Bernardo-Cinelandia nel derby con Milano (83-89 il punteggio finale) è il suggello di un lavoro svolto dai dirigenti, dall’allenatore, un punto non di arrivo, ma di partenza per costruire il futuro.
Entusiasmo sì, ma anche piedi per terra, visto che il girone d’andata è terminato e c’è già da pensare a quello di ritorno, con la squadra di coach Cesare Pancotto che domenica attende a Desio Brindisi. L’unico rimpianto può essere la mancata qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia: Cantù ha chiuso all’ottavo posto alla pari con Venezia e Varese ma è stata sfavorita dalla classifica avulsa.
«C’è chi ci dava per retrocessi ancora prima di cominciare o chi diceva che sarebbe stato giusto ripartire dalla A2 – sostiene il vicepresidente Sergio Paparelli – Invece abbiamo vinto a Milano dopo una partita immensa con Wes Clark fenomenale e Joe Ragland che faceva girare la palla in modo incredibile. Kevarrius Hayes ha messo cuore, anima e le sue stoppate. C’è poi Andrea Pecchia che ha messo una “bomba” al momento giusto. Ho fatto qualche nome ma tutti i nostri ragazzi meritano un elogio. Battere Milano al Forum regala le sensazioni più belle».
«Spiace per la Coppa Italia, ma non era un obiettivo quindi è giusto non rammaricarci troppo e guardare avanti – aggiunge il vicepresidente – Abbiamo avuto qualche battuta d’arresto in questa prima parte ma non ci siamo mai fermati, abbiamo perso partite che potevamo vincere, ma abbiamo saputo dimostrare la nostra forza, come ha dimostrato il successo a casa di Milano».
Coach Cesare Pancotto, al termine del girone d’andata, si concede una riflessione sulla prima parte di torneo della sua squadra. «Voglio prima di tutto ringraziare i giocatori per il lavoro che hanno fatto dallo scorso mese di agosto – sono le parole del tecnico – Penso poi ai miei collaboratori, ai due assistenti che sono bravissimi e se succedono fatti come la vittoria di Milano è perché c’è un’opera profonda di tutto lo staff».
«Il giudizio è sicuramente positivo – spiega ancora Pancotto – per come stiamo facendo le cose. I nostri 16 punti sono il frutto di cinque vittorie fuori casa e tre a Desio. Ciò vuol dire che Cantù ha personalità e identità. Ha sistema e sa cosa fare, con chi e quando durante ogni gara. Questo è l’aspetto più rilevante».
L’allenatore traccia la rotta per la seconda parte del torneo: «Abbiamo la fiducia dei 16 punti acquisiti e di un gruppo che sa che deve lavorare duramente perché ci aspetta un girone di ritorno difficilissimo».
Pancotto si sofferma poi sulla gara conquistata al Forum contro l’Armani Milano: «L’aspetto più importante è stata la mentalità – sostiene ancora il coach – Quando affronti una squadra così forte in trasferta, in un derby, la prima cosa su cui devi lavorare è la testa. Alla vigilia ho parlato di “dare valore ai valori della maglia di Cantù”. I giocatori lo hanno recepito e hanno capito che la partita andava giocata con il cuore e con la testa per qualcosa che si chiama Cantù».
«La squadra ha offerto una buona prestazione in difesa e questo è un fattore fondamentale – conclude Pancotto – In questo campionato se non difendi bene hai delle difficoltà. C’è stato un aumento di consapevolezza e si deve andare avanti così: questo gruppo ha la crescita nel suo Dna».

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