Il Conservatorio festeggia un quarto di secolo di autonomia

conservatorio di Como

Un festival intitolato “Il Segno del Tempo” per celebrare il momento in cui 25 anni fa, separandosi da Milano, il Conservatorio Verdi di Como guadagnava la sua autonomia e la città la “sua” Accademia musicale. Venticinque anni attraverso i quali il rapporto con Como e il suo territorio si è fatto sempre più stretto, rendendo a tutti gli effetti il Conservatorio uno dei poli culturali della città; punto di
riferimento non solo per chi intende fare della musica la propria professione, ma anche per i numerosi appassionati che fedelmente ne seguono da molti anni le iniziative.
L’idea è dunque di festeggiare questo primo quarto di secolo con una pacifica invasione della città e del suo circondario, offrendo alla cittadinanza e ai turisti una serie di manifestazioni.
Concerti sinfonici e cameristici, recital di canto, teatro da camera, concerti dei cori, seminari e conferenze, workshop, laboratori e lezioni aperte (dal vivo e online) ma anche flash-mob e incontri in libreria, scandiranno – confidando in una situazione sanitaria via via migliore – i mesi
da Marzo ad Ottobre. Protagonisti gli Studenti e i Docenti del Conservatorio, affiancati da illustri ospiti, tra cui spicca il trombettista Jazz Paolo Fresu.
Ma anche tanta attività didattica – online e dal vivo – aperta a chi vorrà immergersi nei segreti del linguaggio musicale, nel racconto delle vite di musicisti celebri o ignorati; un modo per conoscere e condividere la vita di un’accademia musicale.

Un inizio “morbido” a fine Marzo, quasi un’Anteprima, con un concerto in streaming dedicato al repertorio per strumenti a tastiera nel ‘700: un pretesto per valorizzare, in collaborazione con la Pinacoteca cittadina, un prezioso strumento conservato presso il Museo Civico appartenuto
ad uno dei più celebri compositori dell’epoca, il comasco Francesco Pasquale Ricci. In ravvicinata successione, appuntamenti in spazi chiusi (Conservatorio, Pinacoteca, Carducci,
Auditorium del Comune di San Fermo) e a ridotto numero di presenze possibili sino ad Aprile, ed un successivo progressivo allargamento ad altri spazi cittadini (Teatro Sociale, Libreria Feltrinelli, Tempio Voltiano e Musei Civici). Sino alla gioiosa esplosione che dalla tarda primavera, in stretta collaborazione con il Teatro Sociale e il suo Festival estivo, porterà al
momento culminante del periodo tra inizio Luglio e il Ferragosto, che interesserà Villa Olmo (Teatrino, Salone d’onore e parco), i cortili del Palazzo del Comune e della sede della Fondazione Volta e di altri palazzi privati , San Giacomo, il Duomo e le piazze del centro; senza
tralasciare i bellissimi spazi limitrofi di Villa Erba a Cernobbio e di Villa Somaini a San Fermo della Battaglia e Villa Imbonati a Cavallasca.
Per ogni mese, diversi appuntamenti accomunati da un filo conduttore a formare e trasversali a diverse tematiche (“rassegne”), così da non trascurare alcun aspetto dell’espressione musicale,
ma anzi esaltandone la capacità di interazione con altri linguaggi.
Eventi pensati “in” e “per” spazi diversi – talvolta in collaborazione con altre importanti realtà comasche e non solo – per ribadire e rifondare il legame tra la musica e i luoghi.

Tutto questo e molto altro ancora.

Il Teatro da Camera realizzato in Villa Olmo, spazio per il quale sono state originariamente pensate le tre operine di Luciano Chailly su testo di Buzzati, di cui sarà realizzata la messa in scena del primo titolo “Procedura penale”; esordio di un progetto che vuole diventare
consuetudine; Musica e Arte, nelle articolate “serie” pensate in collaborazione con i Musei Civici che saranno presentate presso le sale della Pinacoteca, il Tempio Voltiano e i Musei stessi; La Musica Antica raccontata attraverso concerti, seminari e conferenze, dislocate tra Conservatorio, Pinacoteca, cortile del Palazzo del Comune e della Fondazione Volta, Duomo, cui spetta anche il compito di valorizzare strumenti presenti presso i Musei Civici e ricordare il quinto centenario della morte del grande Josquin Des Prez con un concerto che inaugurerà l’apertura del prossimo Anno Accademico dell’Istituto ; La Musica da Camera presentata presso il Salone d’onore di Villa Olmo, le sale dei Musei,
l’Auditorium di San Fermo; un itinerario dedicato a Beethoven e ai suoi Quartetti per Archi che si snoderà attraverso lezioni, seminari aperti, concerti tra Villa Imbonati – dove prenderà avvio un laboratorio
triennale – il Salone d’onore di Villa Olmo, la Sala Bianca del Teatro Sociale e il Conservatorio; Le rassegne corali, che spaziano tra antichi repertori e nuovi linguaggi, nelle più belle Chiese cittadine;
La lirica, pensata in forma semi – scenica, per permetterne la diffusione anche in luoghi non espressamente attrezzati per il teatro;
Le nuove scritture e le nuove tecnologie applicate alla musica, concerti e performance dedicati ai territori di confine, presentati presso la sede del Conservatorio, la Pinacoteca, gli spazi aperti in città e quelli virtuali;
La Musica e le sue storie, come divulgare la musica: esperimenti e chiacchiere per avvicinare piccoli e adulti al mondo della musica, al contatto con suoni e strumenti – strategie creative immaginate in collaborazione con la libreria Feltrinelli e il Comune di San Fermo della
Battaglia, che vedranno particolarmente impegnati gli studenti dei corsi di Comunicazione della Musica e Didattica;
Le grandi compagini strumentali, che occuperanno gli spazi simbolici del Teatro Sociale e del Parco cittadino di Villa Olmo: l’Orchestra di Fiati – sintesi di una lunga tradizione bandistica –
che animerà la settimana di apertura della fase estiva del Festival “Il Segno del Tempo” e quella Sinfonica, in autunno, cui viene affidata la sua chiusura.

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