Il dossier dell’Antimafia. In attività anche la malavita cinese e maghrebina

Direzione investigativa antimafia

La relazione semestrale dell’Antimafia traccia un quadro anche delle organizzazioni criminali straniere attive in Italia.
La provincia di Como pure in questi ambiti viene tirata in causa due volte, per quanto riguarda le attività della criminalità cinese e di quella nordafricana.
Nel primo caso, il contesto è quello delle «attività illecite riguardanti gli stupefacenti» tra cui «lo shaboo». Come citato nell’articolo sopra, questa droga potentissima e pericolosissima è in grado – in caso di uso prolungato – di deturpare il volto degli assuntori trasformandoli in zombie viventi.
«È noto – scrive la Direzione investigativa antimafia – che l’importazione dello shaboo avvenga prevalentemente ad opera di cittadini cinesi… Il successivo smercio avviene sia all’interno della comunità cinese», sia «in altri casi, ceduta a pusher filippini che riforniscono loro connazionali».
Citati al proposito «i numerosi sequestri dei carabinieri di Como con l’arresto in flagranza di cittadini filippini trovati in possesso dello shaboo».
Spaccio di stupefacenti al centro anche delle lotte tra bande di nordafricani tra la provincia di Como e di Varese, che nel mese di marzo portarono all’omicidio di un 25enne marocchino freddato a colpi di arma da fuoco.
«Delitto maturato in uno scontro armato tra due gruppi extracomunitari tutti maghrebini per contendersi le aree di spaccio tra Como e Varese».
Ed in tale scontro a fuoco un italiano si sarebbe poi prestato a «bonificare l’area» spostando il corpo della vittima. Il fucile a canne mozze fu invece trovato «all’interno di un incavo ricavato ai piedi di un albero della zona del delitto».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.