Il Lario come distretto turistico del ciclismo, l’incontro

Giro d'Italia a Como. Folla in piazza Cavour

Il territorio lariano come distretto turistico del ciclismo: una proposta che è stata lanciata in un incontro tra i rappresentanti delle istituzioni su ispirazione della Camera di Commercio.
Giro d’Italia, Giro di Lombardia, Santuario del Ghisallo, Museo del Ciclismo, Muro di Sormano, i percorsi – salite ma non solo – preferiti da molti “Pro” per i loro allenamenti. E poi una storia di gare importanti con gli arrivi allo stadio Sinigaglia e nella stessa piazza Cavour, dove due settimane fa è giunta la quindicesima tappa del Giro d’Italia, vinta da Dario Cataldo su Mattia Cattaneo dopo una fuga di oltre 200 chilometri.
Como e il suo territorio sono da sempre un riferimento per il ciclismo mondiale, come ammettono addetti ai lavori: organizzatori, atleti, tecnici e appassionati. Basti pensare, ad esempio, che quotidianamente al municipio di Sormano giungono mail dall’estero – soprattutto da Belgio e Olanda – con richieste di informazioni sul “Muro”, una delle salite più famose del pedale mondiale. E basta fermarsi qualche ora al Ghisallo per incontrare appassionati di tutto il globo che salgono sul colle sacro ai ciclisti.
Quello che però il territorio comasco non è riuscito a sfruttare nel migliore dei modi fino ad ora è l’indotto turistico. Spesso capita che chi raggiunge i luoghi lariani da qualunque parte del mondo, si appoggi ad organizzazioni che prevedono l’utilizzo di alberghi di altre province, anche lontane dal Lario.
Un turismo, quello ciclistico, che può anche essere considerato ricco, visto che spesso chi si muove con queste escursioni arrivando da lontano, “ingaggia” ex ciclisti professionisti per condurre le gite sui pedali. Alberto Elli, ad esempio, ha aperto un ufficio a Bellagio; con questo ruolo in tempi recenti si sono visti al Ghisallo campioni del passato come l’iridato di Lugano 1996, il belga, Johan Museeuw o l’americano Andrew Hampsten, vincitore del Giro 1988.
Ecco perché, anche dopo aver assistito alla pacifica “invasione” di appassionati a Como per il Giro d’Italia, qualcosa si sta muovendo. Le basi – i luoghi da visitare – ci sono già. Ora si tratta di organizzare il sistema turistico anche per favorire gli appassionati di ciclismo – potenzialmente di buona disponibilità economica – che, sui pedali e non, hanno come meta il Lario per far sì che rimangano sul territorio e che la loro non sia una semplice “toccata e fuga”.
Un discorso che nel corso della riunione voluta dalla Camera di Commercio è stato esteso anche al golf. Pure per questa disciplina i campi lariani sono un riferimento a livello mondiale e spesso sono un rifugio per “Vip”.
Nell’intero globo i giocatori sono circa 60 milioni ed è stato calcolato che il 25% di loro ogni anno si concede una vacanza agonistica. Anche in questo caso si studierà il modo per intercettare questi potenziali e facoltosi ospiti.

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