Il mattone tiene nonostante la crisi pandemica

Como, centro storico dall'alto

Un settore provato dalla crisi, ma che resiste. È il mercato del mattone sul Lario fotografato dal “Borsino immobiliare” presentato dalla Fimaa, l’associazione dei mediatori immobiliari del Lario.
«La pandemia non ci ha fermati – ha detto Mirko Bargolini, presidente – I clienti sono più consapevoli di ciò che vogliono. A causa del virus si vivono gli spazi domestici di più e tutti insieme in famiglia e questo fa e farà cambiare i criteri di scelta, Ne dovremo discutere a fondo con progettisti e costruttori».
Ma come è andato e va il mercato sul Lario? Nel primo semestre del 2020 è sceso del 20% ed è risalito per la seconda metà dell’anno fino al -7%. Ora le richieste di mutuo nei primi due mesi del 2021 sono in crescita. Buon segno ma è presto per cantare vittoria. Le zone più penalizzate, anche per l’assenza di potenziali compratori stranieri, sono il lago, specie l’Alto Lario, e Campione, in crisi dopo il default del Casinò. Tra i meno penalizzati l’Olgiatese, anche per la presenza di molti frontalieri che evidentemente hanno una buona capacità di spesa. Nell’Olgiatese stanno avendo ad esempio un boom le case degli anni Sessanta e Settanta che hanno le agevolazioni al 110% per le ristrutturazioni. Dopo anni di scarsa richiesta sembrano più favorite sul mercato le case di nuova costruzione. mentre l’usato dimostra una lieve flessione dei prezzi. La fotografia del mercato sarà al centro dello speciale della Fimaa sul “Borsino” in onda lunedì alle 20 su Espansione Tv.
Una mano notevole è stata data dal sistema bancario che non ha mai fatto venire meno il sostegno al mercato con i mutui erogati, in larga parte per acquisto di prima casa (86,7% con un taglio medio di 130mila euro e un’età media di chi stipula di 39,9 anni). Il sito della Fimaa trovacasacomo.it ha 300 ingressi al giorno e oltre 2000 annunci. Il mercato è più selettivo di prima, ora si cercano più spazi con giardino e case a misura di telelavoro. A Como si sono rilevati incrementi in zone semicentrali, specie per immobili nuovi, mentre in città murata si va con ampia forbice dai 2mila ai 6mila euro al metro quadro. Le sofferenze maggiori, specchi fedeli della crisi, si hanno per gli immobili turistici e commerciali.

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