Il mondo del lusso e il rilancio del Lario

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di Giorgio Civati

Mentre Como continua a interrogarsi sul proprio futuro economico, dopo un tessile che per decenni ha generato ricchezza e ora stenta un po’ di più, pur restando basilare, voglie di un turismo in crescita ma tutto da consolidare, specie sul fronte delle infrastrutture, proprio dal mondo del lusso arrivano notizie che possono infondere speranze per entrambi gli ambiti. Altagamma, associazione di industrie leader nel lusso e nel bello made in Italy, ha infatti diffuso recentemente i risultati di una ricerca secondo cui fra cinque anni l’Italia avrà bisogno di 236mila nuovi addetti. Raccolta in una pubblicazione dal titolo “I talenti del fare”, l’analisi ha evidenziato con precisione i profili che, da oggi al 2023, diventeranno fondamentali per la crescita delle aziende che “vendono” lo stile di vita italiano, anche oltre confine. Eccellenze che comprendono la ristorazione e il turismo, senza dimenticare l’abbigliamento e quindi il tessile. Ben 236mila posti di lavoro totali, per lo più profili tecnici e professionali, tra i quali oltre 46mila nella moda e 33mila nel settore ospitalità. Altagamma e il suo presidente Andrea Illy lanciano anche un allarme: non sarà semplice formare queste professionalità, fondamentali per le aziende. Ovviamente la riflessione sulle strategie formative proseguirà a livello nazionale, e dalla profonda periferia – quale è Como – poco si può fare. Il territorio lariano, però, non può ignorare questa riflessione e, nel suo piccolo, può e deve cercare di agganciare al meglio la crescita occupazionale. Moda e turismo, infatti, sono due realtà importantissime per la provincia: prepararsi al futuro è un obbligo, anche sul fronte delle nuove competenze da inventare o delle “solite” da consolidare e aggiornare. Un aspetto importante è che il mondo del lusso, del bello e del ben fatto cercherà ancora e sempre manualità, capacità di fare. Artigiani, insomma, in una sintesi forse non correttissima ma vicina alla realtà. Alla presentazione della ricerca, il ministro per i Beni e le Attività culturali Alberto Bonisoli ha per esempio parlato della necessità di “un serio lavoro di recupero dei mestieri manifatturieri e un’offerta formativa adeguata”. L’economia che ha sostenuto Como nei decenni passati – stiamo parlando del tessile – e quella che sta crescendo a ritmi per certi versi inaspettati – e cioè il turismo – rappresentano dunque una grande opportunità. Siano tessuti o moda, vino o cibo, uno dei must sarà sempre di più la concretezza del saper fare. E se per ristoratori e hotel e divertimento molto è ancora da inventare, il settore tessile parte già  da una grande eccellenza: il Setificio, l’istituto tecnico di settore che ha festeggiato i 150 anni di vita qualche mese fa e che può fare da “base” anche per il futuro. Como ha una grande opportunità: siamo artigiani, magari diventeremo artigiani 4.0 ma la strada dei successi futuri passa da un passato che non deve essere trascurato.

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