Il Museo del Novecento celebra Fausto Melotti

I sette savi di Fausto Melotti

Il Museo del Novecento di Milano ha organizzato per domani, alle 14.30, al Pac – Padiglione di arte contemporanea, in via Palestro 14 a Milano, un incontro sulla famosa opera “I Sette Savi” di Fausto Melotti, artista noto e celebrato anche nel Comasco. Scultore, pittore e musicista, Fausto Melotti è una delle figure protagoniste dell’arte del secondo Novecento e insegnò e diresse anche la Regia Scuola d’Arte di Cantù, ora Liceo Artistico Statale “Fausto Melotti”.
Una scuola ora a lui intitolata in cui ha lasciato numerose testimonianze della sua arte. All’incontro aperto al pubblico interverranno Marco Edoardo Minoja (direzione Cultura del Comune di Milano) e Fiorenzo Galli, direttore generale del museo della Scienza e della Tecnica “Leonardo da Vinci” di Milano. Introdurrà la direttrice del Museo del Novecento Anna Maria Montaldo.
I “Sette Savi” sono stati realizzati in più versioni da Fausto Melotti.
Dalle vetrate del Padiglione d’Arte contemporanea si può ammirare il gruppo scultoreo in marmo collocato nel 1981 e che è stato oggetto di un restauro recente. La precedente versione de “I Sette Savi” realizzata in pietra di Viggiù e commissionata dal Comune di Milano per il Liceo Carducci nel 1961 avrà presto una collocazione. Nel corso dell’incontro verrà presentato l’accordo tra il Comune di Milano e il Museo della Scienza e della Tecnica che porterà alla valorizzazione dell’opera di Melotti. L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria alla e-mail c.inaugurazionim900@comune.milano.it. Ingresso con green pass.
La vita e l’opera
Fausto Melotti nasce a Rovereto l’8 giugno 1901. Nel 1918 si iscrive alla facoltà di Fisica e Matematica dell’Università di Pisa, corso di studi che proseguirà al Politecnico di Milano, dove nel 1924 si laurea in ingegneria elettrotecnica. In questi anni consegue il diploma di pianoforte e intraprende lo studio della scultura a Torino, presso lo scultore Pietro Canonica. Nel 1928 si iscrive all’Accademia di Brera di Milano, dove è allievo di Adolfo Wildt, (altro artista che à lasciato un segno della sua arte nel Comasco) insieme a Lucio Fontana, con il quale stringe un lungo sodalizio.
Nel 1932 accetta l’incarico da parte della Scuola artigianale di Cantù per un corso di plastica moderna. Melotti a proposito così ricorda nelle sue memorie: “Noi crediamo che all’arte si arrivi attraverso l’arte, frutto d’intuito personale: perciò tutto il nostro sforzo consiste nell’insegnare il piccolo eroismo di pensare con il proprio cervello”.
“I Sette Savi” di Fausto Melotti sono un gruppo scultoreo di grande fascino. Figure immobili, come in meditazione, creano un collegamento mistico tra terra e cielo. L’artista ne realizzò più versioni. La prima risale al 1936 e fu progettata su commissione di uno studio milanese di architettura, lo stesso che ha progettato la Torre Velasca. Le sculture infatti facevano parte dell’allestimento de “La sala della coerenza”, creato ad hoc per la VI edizione della Triennale di Milano. L’opera di Melotti, che poi andò distrutta, si chiamava “Costante Uomo” ed era composta da 12 sculture in gesso con un’impronta di mano impressa sul cuore.
Se si osservano da vicino i Sette Savi, si nota che ogni statua è simile ma differente dalle altre, e crea un ritmo quasi musicale come è tipico dello stile astratto di Melotti. La sequenza si propone come variazione su un tema e induce a riflettere sulla compostezza e l’aspetto sacrale di coloro che dedicano la loro vita alla conoscenza.

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