Il Natale di Villani. Amarcord pugliese tra sapori e pettegolezzi

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Il volume è edito da Macchione di Varese

I suoi punti di riferimento letterari potrebbero essere Andrea Vitali, cantore del “piccolo mondo” di Bellano, e il luinese Piero Chiara, maestro della narrativa di provincia. Ma l’ambientazione è del tutto originale. Stiamo parlando del comasco d’origine pugliese Franco Villani, già assessore comunale a Palazzo Cernezzi, che per il suo amarcord narrativo si ispira al suo paese di origine, Minervino Murge, 25mila anime sulla collina che domina il Tavoliere, il Gargano, il Golfo di Manfredonia

e il Vulture.
Villani con il volume di racconti Natale dalle z’Camill edito da Macchione di Varese offre fiabe di Natale schiette e veraci ambientate in questa località pugliese, rievocate dal baule dei ricordi di un’abitazione pugliese degli anni ’60 e ’70 del secolo scorso. Racconti raccolti attorno alla tavola imbandita delle feste, che traggono spunto dai numeri estratti durante la classica tombola natalizia. Che sono appunto l’occasione narrativa per affrontare temi economico-sociali ed antropologici che richiamano la “questione meridionale”, fatta di emigrazione, istituzioni assenti, fatica e radici antropologiche profonde che parlano ancora oggi attraverso la cucina e il gioco come momento di convivialità e di condivisione, cerniera tra il mondo degli adulti e quello dei bambini.
Il tutto emerge non in chiave accademica ma appunto giocosamente narrativa proprio grazie alla tombola, tra cartelle e legumi usati per contare i numeri: nei racconti di Villani tutto parte dall’espressione “scafiscio”, che pronunciata prima di ogni estrazione alla tavola delle feste richiama situazioni e personaggi del paese arroccato sulle colline murgesi con ironia, ilarità e anche sobrietà.
Ne emerge un piccolo mondo in cui sopravvivono riti, sapori e scenari ancestrali (quelli che Lina Wertmuller celebrò nel film I Basilischi girato proprio a Minervino) e ci si apre anche, magari faticosamente, al nuovo.
E dove spiccano gli entourage femminili sedi di sapienza, pettegolezzo e antiche radici (quello principe è dato dalle quattro sorelle del titolo, le “Zie di Camilla”), ma anche figure sensuali come la bella Lena dal fisico prorompente, ed episodi di cronaca rimasti nel mito come la rapina all’ufficio postale «da 30 milioni di lire», le tante cantine con cucina dove affogare nel vino la noia e l’ansia di ogni giorno. La rivisitazione di figure e di episodi grotteschi del microcosmo pugliese trova uno dei suoi fili rossi più saporiti nelle descrizioni gastronomiche: indimenticabile il ricco menu di Natale, dove spicca la pasta fatta in casa con semola, uova, prezzemolo e brodo.

Nella foto:
La copertina del libro edito da Macchione

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