Il pensiero unico e l’intolleranza

opinioni e commenti di mario guidotti

di Mario Guidotti

Vi ricordate un anno fa? Chi non era appassionato di calcio femminile era incompetente, antico,  oscurantista, retrogrado e persino accusato di sessismo. Chi si allineava era invece accettato dalla comunità come politicamente corretto, anche se poi sbadigliava vedendo un football ben lontano dalle giocate di Ronaldo o dalle magie di Messi. Eppure persino giornaliste politologhe di prima serata tv ed opinion leaders consolidati inneggiavano al calcio femminile come al non plus ultra del gesto sportivo. 

A distanza di dodici mesi qualcuno ne sente più parlare? No, ascolti azzerati, campionati cancellati, calciatrici dimenticate.

La riflessione non è sulle pur brave ragazze che si cimentano legittimamente con il pallone, ma sulla tendenza insopportabile ad imporre i gusti ed i costumi, non solo, ma accompagnando con il dileggio e a volte l’insulto di arretratezza o peggio chiunque non si allinei con la tendenza decisa da chissà chi. Che aria tira nell’estate 2020, se non vogliamo parlare per una volta di Coronavirus? 

Assistiamo ad un’ondata censoria che prevede l’imbrattamento, l’oltraggio ed anche l’abbattimento di statue e simboli di personaggi che hanno fatto la Storia dell’umanità ma che avevano qualche ombra (a giudizio della nuova Inquisizione morale-culturale) nella propria vita personale, praticamente insomma erano esseri umani.

Se dovessimo infatti erigere statue solo a chi ha cambiato in meglio il mondo e condotto una vita cristallina, dovremmo riservarle a pochi Santi, ma forse neppure loro, perché, per esempio Francesco e Paolo per dire i primi che ci vengono in mente, prima della conversione non erano uno stinco di Santo, appunto. Se dovessimo quindi allinearci agli energumeni che stanno massacrando le statue di Cristoforo Colombo, Churchill e Montanelli, accusati di infamie nella conduzione della propria personale esistenza, dovremmo segnalare agli stessi  violenti di bruciare le tele di Caravaggio, noto omicida, riverniciare la volta della Cappella Sistina, opera di un artista non irreprensibile nella vita privata e perché no, andare a mettere qualche tonnellata di tritolo sotto le piramidi, costruite nel forte sospetto di schiavismo da parte dei faraoni.

Proseguendo con il Colosseo, il vallo di Adriano e migliaia di opere che ci vengono dalla Storia, che non possiamo né dobbiamo giudicare con il metro dei valori di oggi. Tra millenni che giudizio daranno alla nostra civiltà?

Magari sarà rinnegata perché sarà abominio mangiare la carne animale per dirne una, o chissà quali nostri valori verranno rinnegati. Beh, c’è di buono che non sono molte le opere che lasceremo loro come hanno invece fatto i nostri antenati.

Guardiamoci poi sempre dal giudicare le persone nelle proprie vite personali,  tenendoci ben stretti gli eroi che hanno fatto la Storia, anche con le sofferenze che l’hanno accompagnata,  e lasciato anche tanta bellezza. Ed infine rifiutiamo di farci allineare al cosiddetto pensiero unico corrente solo perché definito arbitrariamente  “corretto” da qualcuno in realtà solo intollerante.

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