Il più bel regalo di Natale? Meno traffico, più salute

opinioni e commenti di mario guidotti

di Mario Guidotti

Spiace sia passato inosservato, anche e soprattutto a livello di stampa e televisione nazionale, l’accorato appello uscito lo scorso 7 novembre sull’autorevole rivista scientifica “British Medical Journal”. Epidemiologi, pediatri e scienziati di fama mondiale si sono rivolti a medici ed esperti di tutto il pianeta per smetterla di “fare (solo) la conta” dei malati e dirigere la barra verso una serie di decisioni strutturali per cambiare l’andamento dei fatti. Di che cosa stiamo parlando?  I tumori infantili sono diventati la prima causa di morte per malattia tra i bambini in Italia ed in molti Stati europei.

Gli 11mila nuovi casi di tumori stimati nella fascia di età tra 0 e 19 anni non si osservavano 50 anni fa, nonostante avessimo una popolazione pediatrica molto più numerosa. Malformazioni congenite, problemi del neurosviluppo, autismo, malattie metaboliche e tiroidee giovanili sono esplose in tutti i Paesi occidentali (degli altri non vi sono dati attendibili). Siamo di fronte a vere e proprie epidemie. Senza contare che si assiste a un’impennata di malattie neurodegenerative come Sla, Parkinson ed Alzheimer.

«Poichè l’epidemiologia non può ridursi a un vano esercizio contabile – continuano gli autori – senza sentire l’urgenza di indicare qui e ora tutte le soluzioni possibili ai decisori». «Sono le esposizioni ambientali, attraverso meccanismi epigenetici, il minimo comune denominatore di tutte le problematiche di salute che dal dopoguerra in avanti hanno raggiunto le proporzioni di vere e proprie pandemie». Concludono che medici ed operatori sanitari «devono puntare il dito verso gli specifici determinanti di salute in grado di incidere su ciascuna comunità locale, a partire da quello che respiriamo, mangiamo, beviamo o con cui veniamo in contatto». Quindi tocca a noi, anche nel nostro territorio.

Se è ormai così evidente il ruolo che l’ambiente gioca a sfavore della nostra salute, cambiamolo. E come? Discorsi fumosi e fantascientifici? No. Provate ad immaginare la nostra convalle tra 1-2 settimane e fino alla Befana. Già adesso non si gira più, già ora ci sono serpentoni infiniti di auto. Possiamo permetterci di sovrapporre altre feste piazzaiole? Dobbiamo davvero intensificare mercati e bancarelle? Possiamo concedercelo con 3-4 strade e 2-3 parcheggi in tutto che abbiamo?  La risposta è no.

Siamo ancora in tempo per avere un minimo di cura per polmoni, arterie, cuori e cervelli. Vogliamo portare migliaia di visitatori in centro? Bene, però le auto si fermino a Cernobbio, S.Fermo, Lipomo, Grandate o al massimo in Valmulini.

Facciamoci un bel regalo di Natale: aria pulita, o almeno non più sporca di quella che già respiriamo ogni giorno in città. Non lo vogliamo? Preferiamo mettere sempre il Prodotto Interno Lordo davanti al danno biologico? Benissimo, anzi, malissimo, ma almeno finiamola una volta per tutte di affermare in ogni sede che la Salute viene prima di tutto. Dopo questi ulteriori drammatici dati non ci sono più alibi.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.