Adesso serve la rivincita del bello

opinioni e commenti di nini binda

di Nini Binda

Giardini a lago, perché non si va alla radice del problema? Inutile pensare che con qualche palliativo, che sicuramente in breve tempo si rivelerà inefficace, si possano risolvere degrado, spaccio, abbandono e brutture. I problemi, se non si comprendono profondamente nella loro natura, non trovano soluzioni, ma solo provvedimenti temporanei che genereranno poi altri problemi.

Mi chiedo quali siano le priorità che vengono attribuite dalle istituzioni a quel luogo custodito nel cuore di Como che oggi è allo sbando e in preda alla criminalità. Per me le periferie sono sempre state una priorità, a maggior ragione mi chiedo perché abbandonare i giardini a lago, una delle più belle zone di Como. Perché sfregiare in questo modo indegno spazi che conservano la memoria di Como e di coloro che si sono sacrificati per il bene della città? Il bello così viene trasformato in brutto con le nostre stesse mani, è un’idiozia. Dove sono finiti i comaschi e coloro che amano la città, dove sono le associazioni di categoria, perché non urlano vedendo quel che si sta facendo e con quale velocità ci si sta sporgendo tutti verso un sempre più insidioso e pericoloso precipizio? La città di Como si distingueva in passato per trovare soluzioni a problemi che l’attanagliavano, le soluzioni si sono sempre trovate – e tenevano – anche perché esiste un modo di governare coinvolgendo i cittadini.

Mi si dirà che i tempi sono cambiati, che non ci sono i soldi, tutte frasi che dicono tutto e niente, di fatto sono solo paraventi per non trovare una soluzione. Perché non ci si ribella alla mera commercializzazione degli spazi e ci si arrende allo svilimento e al degrado culturale ancor prima che a quello effettivo sotto agli occhi di tutti? Como è diventato un brand “Lake Como”, bellissimo, ma per mantenerlo non ci si può adagiare su un colpo di fortuna avuto per un particolare allineamento di eventi fortuiti favorevoli, occorre costruire, fare sì che questo successo sia fondato, così persisterà, altrimenti tutto il successo di Como finirà nel tempo lampo di un cerino che brucia, una volta finito non servirà più a nulla.

Una polentoteca e tre telecamere non faranno migliorare la situazione ai giardini a lago, non è questa la soluzione, quell’area va gestita diversamente, con  una maggiore attenzione e sensibilità al significato in essa racchiuso. Forse ci si è dimenticati quel che sono i giardini a lago, che monumenti custodiscono, che dignità hanno, non ci si spiega altrimenti quel che sta succedendo e che è sotto gli occhi di tutti. Tutti noi sappiamo che l’ora più buia è quella che precede il sorgere del sole, la vita mi ha fatto comprendere che dopo il brutto e la mediocrità ci sarà la rivincita del bello, quello che la città di Como merita.

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