Il pranzo in sospeso al mercato coperto

opinioni e commenti di marco guggiari

di Marco Guggiari

Nell’ottobre del 2018 questa rubrica si era occupata del mercato coperto delle vie Sirtori e Mentana, concludendo i “Fatti sCOMOdi” di allora con le seguenti parole: «L’incompiuta, costata tanto, non ha senso. Occorre finire il lavoro». L’ex Padiglione Grossisti era stato oggetto di una riqualificazione costata quasi due milioni e durata tre anni (2012-2015). Ma l’opera era rimasta finita a metà, inaccessibile nella parte superiore, senza parapetti, priva di pavimentazione e rivestimenti delle scale di accesso, con i vani per gli ascensori vuoti ed è tuttora in questo stato. La “piazza” coperta al piano terra, frutto anch’essa di quella ristrutturazione, è stata invece utilizzata rare volte, per eventi, in periodo pre-Covid.

Due anni dopo, verso la fine del 2020, il Comune di Como ha stabilito che servono altri 400mila euro per completare il non fatto. E non si tratta propriamente di dettagli.

A distanza di ventisei mesi, quindi, torniamo oggi a parlare del mercato perché nulla è cambiato sotto il cielo della nostra città. Tutto qui è del resto un eterno ritorno, uno scorrere del tempo senza che mai nulla cambi. In più, ed è decisivo, riprendiamo l’argomento perché Confesercenti ne fornisce lo spunto che ricalca l’attesa espressa nel nostro precedente articolo. In settimana l’associazione di categoria a cui aderiscono gli operatori del grande contenitore di via Sirtori-via Mentana ha proposto al Comune di creare lì un’area di accoglienza e degustazione per i clienti. Può sembrare strano in un tempo in cui possiamo sì e no andare al ristorante. E invece significa guardare avanti nella speranza di un ritorno alla normalità. La richiesta punta infatti a rendere il mercato anche un ambito di richiamo turistico.

La struttura ha alle spalle una storia lunga quasi novant’anni, essendo stata inaugurata nell’ottobre del 1934 (prima d’allora frutta e verdura si vendevano in piazza Roma, ma all’aperto). Fu uno straordinario passo avanti, ma l’attuale destinazione d’uso, solo “mercatale”, di fatto impedisce che operatori privati possano trasformare gli spazi anche in qualcosa di simile ai mercati europei di successo, mete quotidiane di residenti e di turisti, che li riconoscono come centri di ristorazione di qualità.

Il cibo, il “food”, come si usa dire, è diventato un must in molte città italiane ed estere. Non si pensi soltanto a metropoli come Milano, Firenze, Madrid, o a al Mercat de la Boqueria di Barcellona, tanto per fare qualche esempio. Il discorso vale anche per città di provincia, ma al tempo stesso di forte richiamo per le loro caratteristiche, come Modena che era stata indicata quale modello per Como.

Visto che prima o poi questi lavori dovranno essere ultimati e, per inciso, non si comprende perché non si sia andati sino in fondo già nel 2015, vale quindi la pena mettersi di buzzo buono e farlo in quest’ottica.

La zona è a ridosso del centro storico. Attraversata la strada, si è sotto le mura ed è davvero un peccato non sfruttare sino in fondo questa opportunità, anche logistica, per rendere la città più accogliente e attrattiva per un turismo diffuso, giovane e popolare.

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