Il pretore svizzero che difende l’onore italiano dalla Lega ticinese

altLa causa tra il deputato leghista Quadri e il comasco d’adozione, Campione
Un pretore ticinese ha deciso che l’onore di un comasco d’adozione, nativo siciliano, è più limpido di alcune accuse svizzere al 100%. L’onore in questione è quello dell’antropologo di chiara fama Francesco Paolo Campione, ora stabilito oltreconfine ma con saldissime radici familiari ancora sul Lario, dove si trasferì anni fa.
Campione, da tempo, è anche direttore del Museo delle Culture di Lugano e quasi subito è finito nel mirino della Lega dei Ticinesi.
Dal partito fondato

dallo scomparso Giuliano “Nano” Bignasca, nel corso degli anni, sono partite accuse di ogni tipo nei suoi confronti. In particolare, sul versante delle invettive si è distinto particolarmente Lorenzo Quadri, deputato della Lega dei Ticinesi e direttore responsabile del “Mattino della Domenica”, il giornale di partito.
Campione, quindi, in alcuni virulenti articoli, si è visto accusato di “clientelismo” e – testualmente – “di intrallazzare oltreconfine”.
Inutile ribadire che – al di là delle critiche di merito sulla gestione culturale del museo – le origini italiane del direttore hanno esacerbato in più occasioni i toni.
Il 25 agosto scorso, il pretore ticinese a cui Francesco Paolo Campione si era rivolto per tutelarsi ha stabilito che «l’accusa di clientelismo lede gravemente il suo onore», per di più «senza (palesemente) il sostegno di alcun motivo giustificativo».
Ma non è ancora finita qui, perchè il pretore ha anche affermato che «la stessa conclusione vale per l’affermazione d’intrallazzare oltreconfine, poichè il concetto di intrallazzo ha la medesima capacità di lesione dell’onore».
Motivazioni che hanno dunque convinto il pretore ad accogliere parzialmente la petizione promossa dal direttore del Museo delle Culture nei confronti di Quadri (che, tecnicamente, per il diritto d’oltrecofine risulta “ammonito”) e dell’editore del “Mattino della Domenica” (il giornale che dovrà pubblicare la sentenza una volta passata in giudicato, ovvero dopo possibili ricorsi del leghista svizzero).

Nella foto:
Francesco Paolo Campione

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