Il ricordo di Don Renzo Beretta. L’omicidio vent’anni fa

Don Renzo Beretta, prima pagina Corriere di Como

«Un prete “di frontiera”, che lavorava con il Vangelo in mano». La parrocchia di Ponte Chiasso e l’intera diocesi di Como ricordano don Renzo Beretta, il parroco ucciso il 20 gennaio del 1999 da un marocchino che aveva già ricevuto un decreto di espulsione.
Oggi, nel ventesimo anniversario della morte del sacerdote, alle 17.30 nella chiesa di Ponte Chiasso verrà celebrata la messa di suffragio, presieduta dal vescovo di Como, monsignor Oscar Cantoni.
Al mattino invece, alle 10.30, la comunità parrocchiale di Ponte Chiasso, come tradizione celebrerà la messa al cimitero di Monte Olimpino, all’altare di fronte alla tomba di don Renzo.
«L’impegno di don Renzo per gli ultimi è un tema di spiazzante attualità – ricorda la Diocesi di Como in una nota – La sua morte non fu vana. Da quel fatto tragico, in città e in diocesi, si sviluppò l’esperienza dei Centri di Ascolto Caritas e dei diversi servizi di aiuto».
«Don Renzo – ricorda ancora la Diocesi – prima di tutto fu un sacerdote generoso, un pastore attento alle persone a lui affidate e che seppe fare determinate scelte di vita proprio per il modo in cui fu prete».
Don Renzo Beretta era nato a Camerlata. Il suo ministero pastorale l’aveva portato prima a Livigno come vicario (1948-1953), poi a Mandello San Lorenzo (1953-1956), in Duomo a Como (1956-1963), quindi come parroco a Solzago (1963-1984) e a Ponte Chiasso (1984-1999).
Fu ucciso il 20 gennaio 1999, all’età di 76 anni, da un 31enne di nazionalità marocchina che lo accoltellò sulla porta della canonica e che pretendeva da lui 60mila lire.
Don Renzo Don Beretta ospitò il primo profugo, un cittadino slavo, nel 1986. Negli anni ’90 aveva creato accanto alla chiesa un centro di accoglienza temporaneo.
Un fatto tragico che arrivò a pochi giorni di distanza da un altro omicidio nel Comasco: una donna domenicana di 38 anni, Esperanza De La Cruz, era stata uccisa nel suo appartamento di Olgiate.
Parroco di Ponte Chiasso, come detto, dal 1984, don Renzo tra i primi aveva iniziato a cogliere il dramma dei migranti che cercavano di varcare il confine con la Svizzera.
Aveva ricavato uno spazio in un locale accanto alla chiesa e aveva affisso sulla porta la targhetta: “Ufficio assistenza stranieri”.
La fila di persone che bussava a quella porta si era via via allungata e la parrocchia era arrivata ad accogliere fino a cinquanta persone.
Per il ventennale della morte di don Renzo, è stato realizzato il libro “Arriverà il Signore come mio Padre”, una pubblicazione con alcuni testi a firma dello stesso don Renzo, a partire dal suo testamento spirituale, e ricordi di chi lo ha conosciuto e gli è stato vicino. L’opera è in distribuzione gratuitamente ma con il suggerimento di lasciare una piccola offerta. Il ricavato sarà donato alla tensostruttura per i senzatetto della Caritas, “Come se i poveri continuassero a bussare alla sua porta”, si legge sul libro.

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