Il vescovo porta i giornalisti dalle monache di clausura

Monastero della Visitazione suore di Clausura

I giornalisti nella navata del monastero, le monache nell’abside, sulla destra dell’altare, al buio, protette da una grata di ferro. Toccante e partecipata funzione ieri mattina a Como per la ricorrenza di San Francesco de Sales, patrono dei giornalisti, nel monastero della Visitazione, in via Briantea.
Il vescovo, Oscar Cantoni ha voluto mettere in contatto due mondi all’apparenza agli antipodi. Ovvero chi lavora sempre a contatto con le persone, per ricercare e divulgare le notizie, e chi, invece, ha fatto una scelta di preghiera assoluta con contatti ridotti al minimo con l’esterno.
«Mi piace collocare queste due vocazioni, l’una nel cuore della Chiesa, l’altra nel cuore del mondo – ha detto il vescovo nella sua omelia – Due vocazioni apparentemente antitetiche, distanti». Monsignor Cantoni ha poi chiesto ai giornalisti di «promuovere le positività del territorio», in una società già fondata su «aggressività» e «paura».
Le monache, una dozzina quelle del Monastero della Visitazione, che quest’anno festeggia il suo bicentenario, hanno accompagnato la funzione con canti e letture. Hanno infine consegnato una croce nelle mani del presule, ringraziandolo della visita.
Al termine della messa, la sorpresa. Le suore hanno infatti invitato i professionisti dell’informazione, per un caffè, in una delle sale del convento. Le “visitandine” sono rimaste anche in questo caso separate dagli invitati da una grata di ferro, scambiando sorrisi e qualche parola. Un incontro intenso con chi, come ha detto il vescovo, rappresenta «una fornace ardente» per la Chiesa.

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