Illuminiamo le mura di Como, sono un giacimento per il turismo

Torre San Vitale

«Le mura e le torri di Como vanno illuminate e valorizzate come giacimento culturale, messe in sicurezza e rese accessibili e visitabili al massimo grado là dove possibile, in un percorso virtuoso che usi in modo intelligente i beni della città». Lo dice Ambra Garancini, presidente dell’associazione culturale comasca Iubilantes dedicata al turismo sostenibile, che sabato presenterà le iniziative nel 25° di fondazione.
Per ora il Comune di Como corre ai ripari dopo che il sistema delle mura e delle torri ha mostrato i segni del tempo e dell’incuria: in aprile una pietra di poco meno di un chilo si è staccata dalla Torre San Vitale ed è finita sul parabrezza del furgone di un ambulante, distruggendolo. Il masso è caduto da un’altezza di venti metri. Per questo il Comune ha incaricato (per poco meno di 20mila euro) una società di ingegneria di stilare una relazione tecnica sullo stato delle mura.
Ma occorre un deciso e convinto salto di qualità per una valorizzazione complessiva, secondo Ambra Garancini: «A fine 2018 tenemmo una visita guidata con Mimosa Ravaglia della Società Archeologica alla scoperta delle antiche mura di Como, partendo da via Cinque Giornate e arrivando fino al Museo Giovio, dal cui cortile si può approdare attraverso un camminamento alla Torre San Vitale. Da quella visita, di cui demmo conto nel nostro annuario, nacque l’idea che poi sviluppammo di aprire i giardini e i cortili di Como a eventi culturali, con il compianto Emilio Trabella. Chiediamo che questo tipo di esperienze si possa ripetere e anzi ne faremo uno dei temi forti della nostra campagna “Camminacittà”, con percorsi alla scoperta della Como segreta da valorizzare per il prossimo anno. Como ha mura ancora in parte visibili e da tutelare e tramandare. Siamo riusciti come Iubilantes a valorizzare le mura di Cantù, con ricerche d’archivio visto che delle strutture rimane ben poco. A Como invece le mura sono lì da vedere, senza contare quelle romane che andrebbero rese accessibili e visitabili (penso alla Porta Pretoria sotto largo Miglio e alle mura che si vedono nel cortile del liceo Volta). Il tutto si potrebbe collegare in una serie di tour trasversali ad altre strutture, come la Torre Gattoni che è punto d’interesse dell’itinerario voltiano, e i rifugi antiaerei».

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