Imperversarono nei primi mesi del 2020. Dal giudice una banda di presunti rapinatori

Distributore Ip di Lazzago

Nei primi tre mesi del 2020 imperversarono in città a Como (ma anche in provincia e nel vicino Canton Ticino) con una serie di rapine ravvicinate, accomunate dalla brutalità dell’esecuzione – le vittime almeno in due occasioni furono picchiate o immobilizzate – e dai bottini spesso ingenti.
Un altro elemento in comune era, secondo la tesi della Procura lariana (con le indagini coordinate dal pubblico ministero Mariano Fadda) la presenza di una Dacia Sandero che attendeva i rapinatori poco distante per poi portarli in salvo.
La banda, composta da tre persone (ma che in una sola occasione sfruttò la presenza di un quarto complice) avrebbe agito il 10 gennaio 2020 al supermercato Di Più di Beregazzo con Figliaro (volti travisati con il passamontagna e armati di coltello, 1.050 euro il bottino), il 6 febbraio 2020 al distributore di benzina Ip (nella foto) di via del Dos (qui agì tutta la banda, con un bottino di 7.167 euro), il 14 febbraio al GranMercato di Prestino (3.810 euro in contanti più 275 euro di ricariche telefoniche), il 27 febbraio in un distributore di benzina a Vacallo (agirono in tre, il bottino non è mai stato quantificato) e infine, il 5 marzo 2020, alla gioielleria del centro storico di Como “Palazzo del Pero”, dove uno dei titolari presenti fu anche picchiato e minacciato con un coltello puntato alla pancia.
Proprio dopo quest’ultimo colpo il cerchio si chiuse attorno alla banda, seguita da vicino dai carabinieri di Como ma anche dalla polizia. Il pm aveva chiesto e ottenuto una ordinanza per i primi tre sospettati, mentre l’indagine si era poi chiusa con un ulteriore quarto sospettato. Ora tutti quanti compariranno in udienza preliminare davanti al giudice Andrea Giudici.
Nei guai sono finiti un sardo di Alghero, 42 anni, cui viene contestato solo il colpo alla Ip, un comasco di 41 anni (difeso dall’avvocato Simone Gatto) chiamato a rispondere di quattro colpi su cinque (lui aveva detto di fare “solo” il taxista agli amici), un turco di 35 anni (che sarebbe stato presente a tutti gli assalti, che sarà difeso dal legale Roberto Colombo) e un georgiano 27enne chiamato a rispondere di quattro rapine su cinque. I colpi più cruenti furono quelli in gioielleria (già raccontato) e quello dell’Ip di via del Dos.
Un dipendente venne minacciato con una pistola e un coltello puntato alla gola, venne legato e fatto inginocchiare. Al termine del colpo la vittima riuscì a liberarsi e tentò di inseguire i malviventi che esplosero anche un colpo di pistola in aria per intimidirlo.

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