In Italia troppe Camere di Commercio

Crisi economica e risparmi

Perché non riformare le Camere di Commercio? Si discute di tutto tranne che di queste ultime. Oggi sono enti a base provinciale, con evidenti duplicazioni di strutture, organi e funzioni, caratterizzate da due anime interne: gestione di servizi amministrativi e serbatoio di risorse pubbliche per la promozione dell’economia delle rispettive aree territoriali.
Oggi sono oltre un centinaio, non ne basterebbe una per regione? O addirittura una struttura soltanto per l’intero Paese? Almeno per la parte amministrativa, dove tutto viaggia ormai su canali informatici obbligati.
Quello che non capisco, come professionista che ha a che fare con questi enti, è perché devo rapportarmi con 100 o più Camere di Commercio quando invece ho un unico interlocutore, a livello fiscale, nell’Agenzia delle Entrate.
Immagino che su questi punti si possa convenire. Resistenze forti possono invece emergere in riferimento alla seconda anima, tenuto conto degli interessi in gioco, delle rilevanti risorse pubbliche di cui dispongono e del presidio che sulle stesse risorse pubbliche hanno associazioni di categoria private che reggono la governance di questi ibridi.
Lettera firmata

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