In via Piadeni serve intransigenza

Diritti e doveri del popolo della notte
Nei dintorni del “Monkey’s”, un locale notturno di via Piadeni a Como, ne succedono di tutti i colori. La causa è l’intemperanza verbale e non solo, di giovinastri dai quali appare impossibile pretendere un atteggiamento e un comportamento se non ragionevoli, almeno non del tutto oscurati da un’apparente assenza di qualsiasi sintomo che possa essere collegato all’intelligenza.
Io ho la presunzione di conoscere i giovani, non già nei loro vizi, virtù e abitudini, ma piuttosto credo

di sapere cosa c’è nella loro testa e nei loro cuori. Non ho dubbi in proposito: sentimento e razionalità convivono, magari non troppo pacificamente, sotto l’influsso di uno stato mentale oscurato in certe occasioni da alcol o altro ma, vi assicuro, sono sempre presenti.
Mi è allora davvero difficile accettare che giovani, così come io credo di conoscerli, possano essere squallidi protagonisti di esibizioni offensive anzitutto della dignità di loro stessi e indifferenti, anzi sprezzanti, di fronte alle giuste rimostranze di chi è vittima di questi atteggiamenti incresciosi. Ma, come insegnava la grammatica, per ogni regola c’è l’eccezione.
L’eccezione sono quei poveri sbandati che magari vorrebbero essere illuminati dal lume della ragione, ma che in realtà non possono proprio esserlo a causa di questa mancanza di ogni traccia di intelligenza che permetta di coglierne la presenza. Apparentemente rari, come tutte le eccezioni, questi soggetti tuttavia esistono.
Allora bisogna inventare nuove regole che valgano solo per loro, con la cura e l’attenzione di non pretendere che essi possano capire la necessità di certi provvedimenti ad hoc e magari comportarsi meglio a seguito di una rielaborazione mentale dell’accaduto.
Si diceva una volta che l’unico linguaggio comprensibile all’asino era quello del bastone. Questo simpatico animale è stato giustamente rivalutato nella sua presunta non intelligenza. Ecco, per quegli energumeni, mi è difficile chiamarli giovani, forse bisognerebbe ricorrere al metodo usato (un tempo) per gli asini. Resterebbe comunque la speranza di una loro rivalutazione successiva…
Fuor di ogni metafora, intendo dire che non ci debba essere alcuna indulgenza e comprensione da parte delle autorità nei loro confronti. Il termine “bastone” è in questo caso sinonimo di quella severità e intransigenza nel far rispettare le norme della civile convivenza. I primi a trarre vantaggio da un’attenta gestione della situazione sarebbero i moltissimi giovani (adesso il termine è appropriato) che vogliono trascorrere una serata da “sballo” in compagnia degli amici e della musica. Essi hanno il “diritto” di divertirsi, così come hanno il “diritto” di potersi riposare i residenti senza essere invasi da rumori e scelleratezze di ogni genere e hanno anche “diritto” di lavorare i gestori del locale che non possono rischiare di vederselo chiudere a causa di pochi sconsiderati dementi.
Tutti questi sacrosanti “diritti” implicano anche altrettanto sacrosanti doveri. I giovani devono isolare i protagonisti di queste nefandezze, i gestori devono essere attenti a ciò che succede nei dintorni del locale, infine le forze predisposte all’ordine particolarmente presenti.
Quanto ai residenti non mi sembra abbiano doveri, ad essi si può chiedere solo pazienza e tolleranza in attesa che qualcosa di insperato cominci a tintillare nella testa dei quei poveretti.

Renzo Romano

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