Indennità di disoccupazione ai frontalieri, due Cantoni dicono no

Dogana di Chiasso. Confine Italia Svizzera

Argoviesi e ticinesi non vorrebbero versare il sussidio agli italiani

In barba agli accordi tra Svizzera e l’Unione Europea, un Cantone svizzero ha votato di non pagare l’indennità di disoccupazione ai frontalieri secondo i parametri elvetici e in un secondo Cantone, il Ticino, la Lega vorrebbe seguire l’esempio argoviese.

Frontalieri ancora sotto attacco da parte di Udc e Lega dei Ticinesi. Nessun manifesto questa volta, come nel caso della campagna “Bala i ratt” tornata in auge in questi giorni, ma azioni dirette verso chi ha perso il posto di lavoro.

Il Gran Consiglio argoviese, parlamento del Cantone, ha già votato a favore (77 sì, 50 no) per sottoporre alle Camere federali la modifica sull’indennità di disoccupazione prevista per i frontalieri. Ricordiamo che l’Unione europea ha chiesto, dallo scorso giugno, che le indennità di disoccupazione vengano erogate dallo Stato in cui il lavoratore ha operato e non più in base alla residenza. Un aggravio considerevole per le casse della Svizzera che conta 320mila frontalieri, 60mila in Canton Ticino e 12mila nel Canton Argovia.
L’accordo è ancora in itinere anche a livello europeo, ma dai Cantoni arrivano le prime opposizioni. L’esempio argoviese viene proposto così in Ticino dal deputato Daniele Caverzasio a nome di tutto il gruppo Lega dei Ticinesi in Gran Consiglio.

La Lega chiede al Cantone un’azione verso la Confederazione per rinunciare all’applicazione delle normative comunitarie Ue sul sostegno ai lavoratori transfrontalieri disoccupati in Svizzera attraverso un’apposita iniziativa cantonale. In modo simile si era mosso lo scorso 17 settembre il gruppo Udc-La Destra.
Era stato espressamente chiesto al Consiglio di Stato di attivarsi presso la Confederazione “affinché la stessa non adotti le regole europee riguardanti le indennità di disoccupazione per i lavoratori frontalieri”.

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