Intercettazioni e confische: i conti della Procura

Tribunale di Como

Un milione e mezzo di euro destinati alle intercettazioni autorizzate dai giudici per supportare le indagini dei fascicoli penali, ma anche un milione e 400 mila euro in entrata, per le casse dello Stato, grazie a confische successive a indagini principalmente per reati tributari.
Sono i conti della Procura di Como, che sono stati comunicati al Ministero.
Partiamo come detto da quanto viene speso, ogni anno – il periodo che in questo caso è stato preso in esame va da 1 luglio 2019 al 30 giugno 2020 – per effettuare intercettazioni su telefoni cellulari delle persone indagate e iscritte sul registro delle notizie di reato.
La cifra complessiva sborsata dallo Stato, per la Procura di Como, è di 1 milione 587mila e 110 euro, mentre sono quattro le società esterne sui vengono affidati i servizi di captazione e che forniscono un servizio completo.
Il costo citato sopra è comprensivo di tutto, mentre una singola giornata di intercettazioni (24 ore su un solo telefono cellulare) costa alla Procura lariana 4 euro (cui poi vanno aggiunti tutti i costi fissi legati agli ammortamenti degli impianti e altro). Ma, come detto, le indagini hanno portato anche a recuperare soldi in favore dello Stato, soprattutto per quanto riguarda i reati tributari. Nell’anno solare 2020, ad esempio, le confische hanno toccato la cifra di 1 milione 472mila e 674 euro, con un notevole balzo in avanti rispetto al 2019, quando erano state appena di 111.954 euro. In calo sono invece i numeri dei sequestri chiesti dalla Procura di Como e concessi dai giudici, che sono scesi dai 13 milioni 813mila 300 del 2019, ai 9.668.102 del 2020.


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