Invia 40mila euro alla donna conosciuta sui social

Palazzo di giustizia

Una conoscenza nata su Facebook, non in modo spudorato, ma soft, apparentemente come vera amicizia. Un rapporto che è poi cresciuto, fino al desiderio di incontrarsi per conoscersi. «Non ho i soldi per il viaggio…», è stata però la risposta della donna. È stato quello l’inizio del primo bonifico in uscita dall’Italia, che euro dopo euro, con una trentina di transazioni, ha portato un 50enne di Como a inviare alla donna virtuale di cui si era invaghito una cifra sostanziosa, quantificata in 40mila euro.
Si trattava però, come avrete ben capito, di una truffa. Vicenda che è finita in un esposto e poi sul tavolo della Procura che tuttavia nelle scorse settimane aveva chiesto l’archiviazione, non essendo riuscita a risalire ai responsabili del raggiro.
Ieri, di fronte al giudice delle indagini preliminari Carlo Cecchetti, la vicenda è stata discussa in quanto la vittima, tramite il suo legale, si è opposta all’archiviazione.
E il giudice, accogliendo l’istanza, ha rimandato gli atti al pm titolare del fascicolo, chiedendo un supplemento di indagine interessando la polizia postale. Una truffa molto comune e diffusa, quella che abbiamo brevemente riassunto. La speranza è dunque quella che il caso avvenuto a Como possa essere ricondotto ad altri simili, magari riuscendo a scalare la montagna che porterebbe all’identificazione dei responsabili.
Parliamo al plurale, perché verosimilmente ci sarebbero più persone dietro al raggiro. Parte dei soldi infatti sarebbero finiti in Costa d’Avorio, l’altra parte – con bonifici – tra Lituania e Belgio.
La donna con cui il 50enne comasco aveva intrattenuto un rapporto di amicizia virtuale era straniera, di lingua francese. L’inizio della relazione sarebbe precedente allo scoppio della pandemia, quindi nelle prime settimane del 2020, e sarebbe proseguito per qualche mese, fino all’estate sempre dello scorso anno.
Come detto, sarebbero invece una trentina i bonifici inviati alla donna, per un totale che è poi stato quantificato dalla vittima in circa 40mila euro che ovviamente si sono poi volatilizzati, dividendosi in più parti tra l’Africa e l’Europa.

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