Isola Comacina, i ricordi di Albertina Nessi

Locanda dell'Isola Comacina

Estate 2020 senza la “Locanda dell’Isola” sull’Isola Comacina, luogo di tante memorie che non ha riaperto per la stagione estiva in attesa di un bando per la gestione della struttura. Albertina Nessi, scrittrice e figlia del mitico “Cotoletta”, Lino Nessi, che creò quel locale dandogli una inalienabile impronta di stile e tradizione, ha aperto alla notizia il libro dei ricordi con tanta nostalgia, memorie già in parte consegnate al suo libro “L’isola che c’era”. “Quello di mio padre nella locanda era uno stile unico – ricorda – come il menù da lui ideato, che si concludeva con il rito del fuoco e l’invito per i suoi commensali a ripercorrere con il pensiero le vicende storiche della piccola isola. Una cerimonia particolare, un ponte spirituale tra passato e presente, che tante persone ha affascinato e attratto. Non solo
dunque l’originale menù e la bellezza di quell’angolo di paradiso che personaggi celebri di tutto il mondo hanno apprezzato nel corso degli anni, ma anche l’invito a conoscere e approfondire la storia dell’isola, così ricca e intensa fino all’epoca della sua tragica e violenta distruzione. Indimenticabile il volto di Hitchcock, seduto al tavolo illuminato dalla luna e dal bagliore delle fiamme che il rito del caffè sprigionava, mentre seguiva affascinato i gesti e la voce stentorea di mio padre intento a raccontare la storia dell’isola nel silenzio della notte. E come dimenticare la rissa scatenata da Gregory Peck contro i fotografi appollaiati tra le piante per immortalare i baci con la sua amata Veronique Passani. Per non parlare della voce roboante di Tognazzi che preannunciava la sua presenza fin dall’arrivo all’imbarcadero. Così come Paolo Villaggio, altrettanto fragoroso nell’improvvisare una scenetta comica mentre un’onda dispettosa gli inzuppava i pantaloni poi subito cambiati con quelli gentilmente offerti dal Cotoletta. E quanti artisti belgi e italiani hanno soggiornato nelle villette a loro dedicate, con l’aiuto sempre sollecito e generoso di mio padre”. “Rivedo scorrere nella mia mente molti volti, noti e meno noti, ma tutti ugualmente protagonisti – ricorda Albertina Nessi – su quel suggestivo palcoscenico naturale. Cento anni esatti dopo il ritorno dell’isola dal Belgio all’Italia, cala il sipario. Si chiude definitivamente un’epoca. La Locanda si rinchiude in sé stessa, tra i suoi ricordi densi di successi e prestigiosi
riconoscimenti, nella trepidante attesa di conoscere un futuro che, tutti ci auguriamo, sia all’altezza della sua fama nel mondo”.

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