Katia Arrighi, delegato del Coni: «La solitudine dello sport. Troppi giovani abbandonati»

Katia Arrighi con Renato Molinari

Dall’inizio della pandemia quella degli sportivi è stata tra le categorie più in vista sotto certi aspetti, ma anche forse la meno considerata ora che per tutti gli altri settori vi è una data certa di ripartenza. Piscine e palestre in Lombardia riapriranno più tardi che nel resto d’Italia. Degli allenamenti delle società sportive delle discipline di squadra ancora non si parla. Katia Arrighi, delegata provinciale del Coni ha lamentato ieri proprio «la solitudine dello sport, con tanti giovani abbandonati a loro stessi e che stanno affrontando una situazione sociale problematica».
«Da quando è iniziata questa drammatica crisi lo sport è stato dimenticato – ha aggiunto Katia Arrighi – Hanno promesso dei soldi che non arrivano. A oggi siamo a zero. Forse è arrivato il momento di pensare a quando, soprattutto i più piccoli, torneranno a fare sport e a come ci torneranno».
Katia Arrighi . nella foto con il campione di motonautica Renato Molinari – evidenzia i risvolti legati alla tutela della salute dei ragazzi, chiusi in casa ormai da quattro mesi. Le complicazioni psicologiche e fisiche. «Credo sia il momento per fare riflessioni serie su tutti settori. Praticanti e tecnici. Anche i maestri di tennis o di golf che, non stanno lavorando, hanno una famiglia. Per ora non hanno avuto alcun supporto. Ci sono tante persone che vivono di sport».

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