Kobe Bryant, la scomparsa di un mito. I ricordi al Pianella e in campo con la Comense

Comense Bryant

Un minuto di silenzio su tutti i campi di basket italiani nel ricordo di Kobe Bryant, scomparso con altre otto persone, compresa la figlia 13enne Gianna, in un incidente d’elicottero nella zona di Calabasas, a Ovest di Los Angeles. «Un piccolo ma sentito e doveroso gesto per onorare la vita e la memoria di Kobe Bryant, campione assoluto che ha sempre avuto nel cuore il nostro Paese» ha detto il presidente della Federazione, Gianni Petrucci.
Una scomparsa che ha lasciato sconvolti tutti gli appassionati di sport. Bryant era uno sportivo simbolo, come lo sono stati altri atleti che ci hanno lasciato prematuramente, come Ayrton Senna, Marco Pantani, Gilles Villeneuve, Fausto Coppi e lo stesso Gigi Meroni, calciatore comasco del Torino che perse la vita travolto da una vettura, il 15 ottobre 1967.
Innumerevoli le manifestazioni di dolore di appassionati e di persone che hanno stimato il giocatore cresciuto in Italia, dove suo padre ha giocato a Rieti, Reggio Calabria, Reggio Emilia e Pistoia. Papà Joe lo portava con sè. E il giornalista comasco Pietro Terraneo ha narrato un suo ricordo legato a Kobe ancora bambino a Cucciago. «Lo ricordo al Pianella dopo una partita tra Cantù e la squadra di suo padre che tentava di fare canestro con un pallone più grande di lui fintanto che Joe non lo sollevò e gli fece fare canestro…». Ulteriore momento legato al basket comasco, la presenza del giocatore, allora 19enne, alla Supercoppa tricolore di basket femminile. Era il 1997 e il confronto tra Comense e Parma fu disputato in uno spazio allestito a Milano davanti al Castello Sforzesco. Kobe Bryant, in Italia come testimonial di uno sponsor dell’evento, fu chiamato in mezzo al campo a sollevare la palla a due (nella foto, tratta dalle immagini televisive dell’epoca).
«Riposa in pace, leggenda» è la frase con cui la Pallacanestro Cantù ha voluto commemorare sulle sue pagine social lo sfortunato cestista. Non è da escludere, oltre al minuto di silenzio, un momento di memoria domenica prima della partita di campionato del PalaDesio contro la Reyer Venezia.
L’ex allenatore dei brianzoli, Valerio Bianchini, su Facebook ha scritto parole toccanti. «Era forte, era bello, era gentile, era toccato dalla grazia dei più grandi campioni, non è stato risparmiato dall’invidia degli dei».
Tra le parole di ricordo quelle di Metta World Peace, la stella dell’Nba che ha giocato a Cantù nel 2015 e che è stato compagno di Kobe Bryant ai Los Angeles Lakers. «La cosa più importante è cercare di ispirare le persone in modo che siano grandi in qualsiasi cosa vogliono fare. Tu hai vissuto queste parole» ha pubblicato sulla sua pagina Instagram, dove ha ricordato anche la figlia Gianna. «Tuo padre è stato così gentile con me. Vi amo entrambi», ha scritto.

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