La badante arrestata: «Mi scuso per gli eccessi, ma non ho mai percosso la donna che assistevo»

L’indagine è affidata ai carabinieri di Erba

«Mi scuso per gli eccessi, ma erano dettati dalla condizione complessa di gestione della signora che accudivo. Non l’ho mai percossa, i segni che c’erano erano dovuti alla difficoltà che avevo per spostarla». La badante ucraina di 62 anni, arrestata dopo una inchiesta dei carabinieri della stazione di Rebbio, ha risposto ieri alle domande del giudice che aveva firmato l’ordinanza di custodia in carcere, il gip Andrea Giudici. Ad assistere l’indagata c’era l’avvocato Ferruccio Felice. La donna, in un’ora e mezza di interrogatorio, ha risposto a tutto quello che le veniva chiesto, riconoscendo parzialmente gli addebiti ma rettificandoli nei punti più cruenti, e soprattutto negando di avere mai percosso l’anziana (81 anni) che curava. «La mia assistita fa la badante da 17 anni – ha poi commentato l’avvocato Ferruccio Felice – Le contestazioni che le sono rivolte riguardano un periodo di un mese e mezzo un anno fa. La misura cautelare in carcere è eccessiva, dettata dalla mancanza di una collocazione alternativa ai “domiciliari”. Tutte le persone che conosce, infatti, fanno lo stesso suo lavoro». Proprio per questo motivo la difesa non ha formalizzato alcuna richiesta alternativa. La vicenda era emersa dopo la denuncia dei familiari. La badante dall’inizio dello scorso anno era stata assunta con regolare contratto comprensivo di vitto e alloggio dai familiari di un’anziana comasca che aveva bisogno di assistenza costante. I parenti avevano notato lividi, soprattutto sulle mani e sui glutei. La badante, alla quale avevano chiesto spiegazioni, aveva parlato di colpi involontari.

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