La crisi e la manovra entrano anche negli auguri del prefetto

Ieri a Villa Olmo – Tradizionale appuntamento di fine anno con il rappresentante del governo sul Lario, tra personalità eleganti e giovani addetti di sala
Tortora: «A Carioni non rispondiamo». Sul ricevimento: «Hanno pagato tutto gli sponsor»
Sono passati due anni e tre giorni dalla sua nomina a prefetto di Como, ma il triestino Michele Tortora sembra comasco da sempre. Lo si nota dal calore e dalla confidenza con cui saluta assieme alla moglie Gloria e al figlio i moltissimi invitati. Volti noti e meno noti, cariche attuali e del recente passato, al tradizionale ricevimento per gli auguri di Natale allestito a Villa Olmo. La dimora neoclassica ben si presta per un simile evento. La regia è della Prefettura, ma gli “attori”

sono giovanissimi, dagli addetti al ricevimento a quelli al guardaroba, fino a camerieri e direttori di sala. Si tratta degli studenti del Centro studi Casnati, Istituto Alberghiero Gianni Brera. Giovanissimi anche i musicisti. Un segnale di freschezza e di positività verso il futuro, mentre tra i più o meno eleganti invitati non si fa altro che parlare della crisi e della manovra Monti.
Nessun discorso ufficiale e parole pacate, misurate anche davanti al taccuino, per il prefetto. Non vuole entrare in polemica con il presidente della Provincia, Leonardo Carioni – ieri assente – che aveva definito la Prefettura «un organismo che è simbolo del governo centrale e dal quale non ci sentiamo rappresentati». «Siamo in democrazia ognuno può esprimere la sua opinione», dice Tortora. E lei cosa risponde? «Non rispondiamo». Poi un pensiero augurale. «Speriamo che il prossimo anno sia migliore di questo – dice – che è stato di grave crisi e sacrifici» E se gli si fa notare che lo sfarzo del ricevimento stride un po’ con il momento di austerity, il rappresentante del governo sul Lario spiega: «Da alcuni anni la tradizione vuole che gli auguri vengano scambiati qui. Villa Olmo viene data dal Comune di Como e per il ricevimento non si è speso un euro di denaro pubblico, tutto quello che vedete è stato realizzato da alcuni sponsor, che ringrazio».
Sulle note di Morricone alternate a quelle di arie natalizie, gli invitati sciamano tra il salone delle feste e i locali adiacenti, dove è stato allestito il buffet. Sul fronte del “chi c’era”, presente il vescovo di Como, Diego Coletti, in compagnia dell’economo della Diocesi, don Marco Mangiacasale. Il sindaco del capoluogo, Stefano Bruni, con la moglie Raffaella. Per Villa Saporiti c’è l’assessore al Marketing territoriale Achille Mojoli. Tra i primi cittadini spicca il giovane sindaco di Tavernerio, Rossella Radice, con il presidente dell’Istituto Villa Santa Maria, Gaetana Mariani. Poi ci sono presidenti e responsabili delle associazioni imprenditoriali, di servizio, di volontariato e sportive. Da Daniele Brunati con Silvio Santambrogio a Cesare Baj e Giancarlo Ge. E ancora i rappresentanti e le rappresentanti delle maggiori aziende del territorio, come Bennet e Artsana.

Paolo Annoni

Nella foto:
Il prefetto di Como, Michele Tortora con la moglie e il figlio accolgono il vescovo Diego Coletti

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