La cultura, un valore aggiunto per l’economia del Comasco

Protesta artisti Teatro Sociale

La cultura, un volano economico del territorio azzerato dalla pandemia, ma fondamentale per la ripresa non solo turistica dell’area comasca e lecchese. Nel report “Nuove traiettorie di sviluppo dopo l’emergenza” presentato nell’ambito della della XIX Giornata dell’Economia lariana, un’intera sezione analizza l’impatto della cultura sul territorio. In tutto, nell’area lariana operavano prima della pandemia 4.300 imprese culturali sulle oltre 75mila iscritte al Registro camerale.
Come evidenzia l’ente camerale «la cultura è strategica per le prospettive di sviluppo economico». Sono cifre importanti quelle censite nel 2019, dalle quali il territorio deve ora ripartire, dopo un 2020 in cui la cultura è stata falcidiata e spesso dimenticata dalle istituzioni. Nell’area lariana – si legge nel rapporto – il valore aggiunto prodotto nel 2019 dall’intero “sistema produttivo culturale e creativo” risulta pari a 1,3 miliardi di euro (il 5% del totale delle due province). Quasi 850 milioni si possono riferire al territorio della provincia di Como (5,3% del totale del valore aggiunto) e quasi 440 a Lecco (4,6%). Tra il 2011 e il 2019 il valore aggiunto generato dalla cultura è aumentato di 113 milioni (di cui oltre 90 a Como e oltre 20 a Lecco). Rispetto al 2018, l’incremento è stato di quasi 6 milioni di euro: 3,3 a Como e 2,4 a Lecco). Il settore occupava circa 22.500 addetti (14.800 a Como e 7.700 a Lecco), pari al 5,8% della forza lavoro complessiva lariana (Como 6,2%, terzo posto tra le province lombarde, dietro a Milano e Monza Brianza; Lecco con il 5,3% si piazza in 8ª posizione).
Gli occupati risultano in crescita di 400 unità rispetto al 2011 (+800 a Como e -400 a Lecco) e di oltre 200 rispetto al 2018 (rispettivamente, +80 e +160 circa).
La cultura in generale, come tutti i comparti più strettamente legati al turismo e agli eventi in presenza, ha avuto contraccolpi molto significativi a causa dei lockdown e dello stop dei viaggi transnazionali.
Non è stato così però per l’acquisto di software, di videogame, ma anche per la musica e i contenuti audiovisivi online.
«Per il settore culturale, la sfida è quella di riorganizzarsi con riferimento a modalità di accesso, logistica, marketing, filiera, economie di scala, per adattarsi ai forti mutamenti avvenuti e non transitori, almeno nel breve periodo» si legge nello studio dell’ente camerale presieduto da Marco Galimberti.
La cultura rimane un driver potentissimo, non solo di tipo economico, ma anche per l’arricchimento intellettuale dei singoli e della collettività, la creazione del cosiddetto “genius loci” che era caro ai Romani, l’interazione tra luogo e identità. Ma anche del senso di comunità e della valorizzazione delle specificità dei territori.
«L’area lariana ha molto da offrire in questo senso, anche dialogando e rapportandosi con quelle vicine, Milano, la Svizzera e altre zone pedemontane – si legge nello studio – La cultura può svolgere un ruolo centrale nel rilancio post-Covid» sentenzia lo studio camerale.
L’analisi si svolge in due ambiti. Il primo considera i settori “core”, cioè quelli strettamente coinvolti nell’ambito culturale: architettura e design, comunicazione, audiovisivo e musica, videogame e software, editoria e stampa, performing arts e arti visive, patrimonio storico e artistico. Il secondo, quelli che, pur non direttamente riconducibili al settore, impiegano in maniera strutturale professioni culturali e creative, i cosiddetti settori “creative driven”.
Per quota di valore aggiunto prodotto dall’economia della cultura, nel 2019 Como era in 3ª posizione in Lombardia (e 21ª in Italia). Lecco era 7ª in regione (preceduta da Bergamo, Lodi e Mantova) e 42ª in Italia. Per l’occupazione, Como è sempre al 3° posto tra le province lombarde (16° in Italia), mentre Lecco è 8ª (e 39ª a livello nazionale). In particolare, Como occupa la prima posizione nazionale per quota di valore aggiunto prodotto nei settori “architettura e design” ed “editoria e stampa”. Lecco è 8ª nella categoria architettura e design, e 25ª in quella della “comunicazione”. La classifica italiana è dominata da Milano.
Il cammino da compiere da parte del territorio lariano appare però ancora lungo sul fronte dello sviluppo culturale. Nell’ultima classifica della “Qualità della vita”, stilata dal “Sole 24 Ore”, la provincia di Como era all’84° posto in Italia per gli indicatori “Cultura e tempo libero”. Pessima la classifica per eventi e impianti sportivi, 98ª posizione per il rapporto tra librerie e residenti, scarsa presenza di ristoranti (80ª) e bar (75ª). Un po’ meglio la situazione dell’offerta culturale (numero di spettacoli per abitante), la presenza di cinema e biblioteche. La fotografia di Lecco è speculare a Como: 89° posto in Italia.

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